Yahoo Groups: fine delle trasmissioni

Chiude una delle più popolari piattaforme di discussione degli albori di Internet e scompaiono tutti i suoi contenuti

Dal prossimo 28 ottobre comincia il countdown che porterà allo spegnimento di Yahoo Groups, social media ante litteram degli albori di Internet, per anni frequentatissima palestra di discussioni e confronti tematici tra milioni di persone di tutto il mondo.

L’annuncio è arrivato, senza particolare enfasi, tramite la piattaforma help.yahoo.com. Con un posto abbastanza laconico, la società americana informa che a partire da fine mese non sarà più possibile pubblicare alcun tipo di contenuti nei vari gruppi. Questi ultimi diventeranno privati, accessibili solo a fronte dell’accettazione di una richiesta o tramite un invito degli amministratori, e d’ora in avanti permetteranno di condividere contenuti solo ed esclusivamente via email.

Per completare il quadro, dal prossimo 14 dicembre tutti i contenuti postati e condivisi on line per decine di anni, tra cui file, messaggi, sondaggi, foto e svariate altri tipologie, saranno cancellati in maniera irreversibile dalla piattaforma.

Fino ad allora e già a partire da adesso, spiegano a Yahoo, alcune tipologie di dati potranno essere messi in salvo, o in alternativa eliminati, direttamente dalla piattaforma o tramite la dashboard aziendale dedicata alla privacy

Non è la prima volta che piattaforme e servizi online un tempo molto popolari cessano di colpo le proprie attività, mettendo a rischio la conservazione nel tempo di enormi quantità di materiali e contenuti condivisi al loro interno. Da sempre gli esperti del settore ammoniscono sui grandi rischi in tal senso che si accompagnano alla rapida e incontrollata evoluzione delle tecnologie e dei servizi di rete. 

E nei limiti del possibile, provano anche a porvi rimedio. Tra gli altri, da sempre in primissima fila, l’Internet Archive. Con un messaggio pubblicato dall’archivista e attivista Jason Scott, l’associazione ha fatto sapere di essere già all’opera per il salvataggio parziale dei dati accessibili pubblicamente, pur a fronte della perdita di tutte le funzionalità fin qui messe a disposizione per la loro condivisione e fruizione.

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