Una sentenza della Corte di Cassazione stabilisce che gli screenshot hanno la stessa valenza documentale della fotografia

La Corte di Cassazione ha sancito la legittimità di acquisire la fotografia dello schermo di un telefono cellulare sul quale compaiano messaggi sms come per una fotografia.

Con la sentenza n. 8332/2020 la Corte di Cassazione ha sancito la legittimità di acquisire la fotografia dello schermo di un telefono cellulare sul quale compaiano messaggi sms.

Secondo la giurisprudenza di legittimità, da ultimo ribadita da Cass. Pen. 1822/2020, i dati informatici acquisiti ex post dalla memoria del telefono (sms, messaggi whatsApp, messaggi di posta elettronica scaricati e/o conservati nella memoria dell'apparecchio cellulare) “hanno natura di documenti ai sensi dell'art. 234 c.p.p.” in quanto costituiscono mera documentazione dei flussi di comunicazione: ad essi pertanto non è applicabile né la disciplina dettata dall'art. 254 c.p.p., poiché la nozione di corrispondenza implica un'attività di spedizione in corso comunque
avviata dal mittente mediante consegna a terzi per il recapito, né la disciplina delle intercettazioni, la quale postula, per sua natura, la captazione di un flusso di comunicazioni in corso. L'ulteriore conseguenza della natura documentale è che detti testi devono ritenersi legittimamente acquisiti ed utilizzabili ai fini della decisione ove ottenuti mediante riproduzione fotografica.

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