Un focus sul Processo Civile Telematico

Stato dell’arte e prospettive: Giovanni Ricci e Giuseppe Vitrani ne scrivono su Agenda Digitale

Su Agenda Digitale è stato pubblicato l’approfondimento “Processo Civile Telematico: stato attuale e prospettive di riforma”,  a firma di Giovanni Rocci e Giuseppe Vitrani. Nell’abstract si legge quanto segue: “Il punto sullo sviluppo digitale del Progetto Civile Telematico: al momento emergono problematiche relative a scelte in materia di gestione documentale, come il deposito degli atti in PDF o il deposito via PEC che potrebbero essere sostituite da soluzioni differenti. Vediamo quali sono tali obiettivi”. A seguire l’introduzione dell’articolo:

Lo stato attuale del processo civile telematico si caratterizza per alcune scelte a livello di gestione documentale che, ad avviso di chi scrive, non aiutano lo sviluppo in senso prettamente digitale del processo.

Di seguito un’analisi su quali sono tali “criticità” e quali le possibili soluzioni per evolvere, a cominciare dalle opzioni per ovviare ai problemi legati alla scelta del formato PDF per il deposito degli atti..

Processo civile telematico e PDF

Infatti in primo luogo è bene ricordare che il formato prescelto per il deposito degli atti è proprio il PDF, nato inizialmente come formato proprietario e divenuto standard ISO nel 2008 (per la precisione ISO 32000-1:2008), e non il PDF/A, standard ISO dal 2005 e nato come standard aperto e non proprietario. La differenza non è di poco conto, ragionando in una prospettiva a lungo termine. Il formato PDF non è in realtà adatto, nella sua forma standard, alla conservazione dei documenti digitali poiché non è in grado di garantire la riproducibilità a lungo termine e neanche la conservazione dell’aspetto visivo in quanto il formato è connotato da una variabilità forse troppo ampia nella struttura interna.

Si è così giunti alla definizione di una versione “limitata” del formato PDF, esplicitamente ideata per la conservazione a lungo termine dei documenti elettronici e denominata PDF/A (PDF for Archiving). Questo nuovo formato nasce quindi per rispondere al bisogno crescente di conservazione a lungo termine dei documenti elettronici e non è stato però adottato nel processo civile telematico laddove invece sarebbe stato molto utile, soprattutto per provvedimenti (le sentenze ad esempio), la cui conservazione deve essere perpetua.

Emerge dunque un primo problema legato alla gestione dei documenti informatici nel processo telematico: la scarsa attenzione alla prospettiva archivistica dei documenti informatici prodotti. Legato a tale aspetto, non può neppure tacersi l’esigenza di aprire il mondo del pct anche all’utilizzo di formati largamente flessibili, come i PDF/A-2 e i PDF/A-3. Si tratta di profili documentali di enorme importanza anche in ottica processuale; si pensi al fatto che, nel caso del PDF/A-2, è possibile includere in un solo file “contenitore” più PDF, ad esempio un documento con i suoi allegati. Addirittura, nel caso del PDF/A-3, gli allegati al file “contenitore” possono essere anche di formati diversi, senza alcuna restrizione; una soluzione ideale per il deposito, ad esempio, di perizie redatte nell’ambito di una consulenza tecnica d’ufficio, che non sono formate solo dalla relazione in PDF ma anche da tavole tecniche redatte con l’ausilio di formati particolari...

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pubblicato il 2019/06/27 09:00:00 GMT+2 ultima modifica 2019-06-21T09:00:24+02:00

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