tDAR, i predatori del dato perduto

Sul blog The Signal, Leigh Anne Ellison presenta le attività e le metodologie del Center for Digital Antiquity, nato per garantire la conservazione digitale nel lungo periodo di documenti e materiali frutto delle ricerche archeologiche

Il tDar, The Center for Digital Antiquity, è una organizzazione no profit e, spiega Leigh Anne Ellison su The Signal, è stato creato per rimediare ai rischi di perdita dei dati e dei documenti prodotti dagli archeologi.

Le ricerche e le testimonianze sugli studi prodotte in passato su supporto cartaceo sono spesso andate perse o comunque sono molto difficili da rintracciare, ma anche oggi, spiega la Ellison – che per conto del tDAR si occupa della gestione del marketing – nonostante l’avvento del digitale, le cose in molti casi non sono migliorate. Archeologi, musei, e altri tipi di istituzioni lavorano in ordine sparso e senza particolare coordinamento da questo punto di vista, afferma l’autrice dell’articolo. E il risultato è che spesso i frutti del loro lavoro, pur essendo stati prodotti e salvati in digitale, sono a serio rischio di perdita nel breve e nel lungo periodo, a causa dell’obsolescenza di hardware e software, ma anche e soprattutto in mancanza di strutture deputate alla raccolta dei documenti.

È proprio per ridurre al minimo questi fattori di rischio che è stato istituto il tDar, prosegue la Ellison, spiegando che l’organizzazione si rivolge alla comunità professionale degli studi di archeologia, puntando alla raccolta e alla conservazione nel lungo periodo della documentazione prodotta in materia. Nell’articolo si specifica che la struttura punta ad archiviare sia i contenuti digitali prodotti e diffusi nel presente, sia quelli realizzati su altri supporti in passato, e successivamente copiati in digitale.

Accedendo alle collezioni del tDAR è possibile effettuare ricerche di contenuti di vario genere, tra cui documenti, immagini e altri tipi di reperti, e in aggiunta sfruttare alcuni strumenti e funzionalità per creare relazioni tra i materiali, e magari trarne spunto per l’intrapresa di nuovi progetti di ricerca.

La Ellison fornisce anche informazioni sulle azioni messe in campo per favorire la preservazione a lungo termine dei contenuti. Questi ultimi vengono sistematicamente e periodicamente monitorati, per assicurarsi che non si deteriorino o subiscano altri tipi di danni, e vengono salvati più volte e archiviati in diverse strutture, di modo che la perdita accidentale di una singola copia non causi quella definitiva del documento. In aggiunta al tDAR sono stati definiti piani e metodi di lavoro per aggiornare costantemente i formati dei contenuti di modo, che possano essere aperti e processati con le nuove versioni dei software in circolazione. Infine, sono state avviate svariate iniziative di collaborazione con organizzazione e singoli professionisti, per il recupero di dati che erano stati salvati in formati ormai obsoleti e fuori commercio.

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