Il destino degli ebook

La chiusura dell’ebook store di Microsoft riaccende l’allarme sugli alti rischi di perdita dei materiali protetti da digital rights management

Cosa succede quando gli ebook “muoiono”?. A porsi la domanda è stato di recente l’esperto di conservazione digitale Gary McGath, prendendo spunto da un caso di cronaca che rende ancora una volta evidente quanto sia complicata e tutt’altro che scontata la salvaguardia di dati e contenuti nell’attuale panorama dell’informazione digitale.

La vicenda che ha innescato la riflessione è il recente annuncio della chiusura dell’ebook store di Microsoft, servizio che non è mai effettivamente decollato e che si avvia per l’appunto alla definitiva cessazione. “Da luglio 2019 - si legge in una laconica nota della corporation - non sarà più possibile accedere ai vostri ebook, ma sarete rimborsati per ogni singolo acquisto”.

Secondo McGath, la vicenda è estremamente emblematica di come funzionano i contenuti protetti da Digital Rights Management (DRM), tra cui appunto, la quasi totalità degli ebook attualmente in commercio. Introdotti proprio dalla Microsoft, ma presto divenuti una vera e propria regola nel campo della produzione digitale dei contenuti informativi, di intrattenimento e a carattere culturale, i DRM sono tutti quei meccanismi di protezione attivati per evitare la diffusione illecita dei materiali prodotti da diritto d’autore. Sono proprio i DRM a impedire che un ebook acquistato da una piattaforma commerciale possa essere fisicamente scaricato sui propri device ed eventualmente fruito anche attraverso servizi non appartenenti o comunque compatibili con quella piattaforma. Ed è per loro causa, scrive McGath, che la totalità dei materiali digitali protetti da tali sistemi rischia di essere proiettata verso un ineluttabile destino di oblio digitale.

“Quando acquistate un ebook protetto da DRM - scrive l’esperto - in realtà non state comprando la vostra copia. Piuttosto potrete usarla fino a quando il venditore la metterà a disposizione”. E la vicenda Microsoft, aggiunge, è il miglior tipo di risposta a chi sostiene che in presenza di giganti come Amazon e simili, determinate tipologie di contenuti non potranno mai scomparire. “Il fatto che una corporation del calibro di Microsoft stia per impedire l’accesso ai propri materiali protetti da DRM - scrive a riguardo - ci ricorda che tutti i prodotti di questa tipologia continuano ad esistere solo fino a quando il loro fornitore ha sufficienti motivazioni e abilità per tenerli in vita. È più che lecito pertanto chiedersi se gli ebook protetti di Amazon saranno leggibili nel 2050, figuriamoci in eterno”.

I DRM insomma, o meglio i contenuti protetti da DRM, non sono per sempre. “Disponiamo di contenuti scritti migliaia di anni fa ed è possibile ancora oggi trovarli in rete - conclude McGath - al contrario, i contenuti protetti da DRM sono destinati a sparire, a meno che non si infrangano le loro protezioni, cosa che potrebbe essere o non essere legale. Ed è strano - aggiunge - che le persone si siano opposte con le unghie e con i denti ai DRM nel campo dei contenuti musicali, vincendo la loro battaglia, mentre sembrano molto meno interessate al destino degli ebook. La conservazione di entrambe le tipologie di contenuti è fondamentale, ma la parola scritta è comunque più importante per il sapere e la salvaguardia dei patrimoni culturali”.

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