Il declino della desktop metaphor e i simboli digitali che verranno

Su Rivista Studio Davide Coppo si chiede per quanto ancora oggetti vetusti come cornette e francobolli saranno usati nelle interfacce grafiche. La logica delle metafore, sostiene, cederà il passo a icone astratte e slegate dagli oggetti fisici, tranne forse per ciò che ha a che fare con la carta, elemento tutt’altro che in estinzione a dispetto delle tante previsioni a riguardo

Il ragionamento di Davide Coppo parte dalla constatazione che una cornetta, simbolo ancora oggi utilizzato su tutti gli smartphone per fare riferimento alle chiamate vocali, è un oggetto ormai quasi sconosciuto alle nuove generazioni, che mai hanno tenuto in mano né tantomeno utilizzato un vecchio telefono in bachelite, o modelli simili, per parlare a distanza. Lo stesso discorso comincia a essere valido per le buste che stanno per le e-mail, i raccoglitori di cartone per le cartelle digitali, e più in generale per tutta quella serie di simboli grafici che sono figli della “desktop metaphor”, concepita negli anni ’70 nei laboratori Xerox e quindi esplosa nei decenni successivi quando l’informatica, grazie ai sistemi operativi a interfaccia grafica, è divenuto un fenomeno di massa non più limitato alla cerchia dei tecnici e degli specialisti.

Nell’articolo Coppo spiega che quelle metafore sono servite per rendere immediatamente comprensibili le nuove funzioni digitali a milioni di persone. Puntando su gesti, pratiche e oggetti ad esse familiari perché facenti parte da sempre del loro quotidiano, quelle icone hanno reso altrettanto comuni e “naturali” pratiche come il copia e incolla, l’invio di un-email, il salvataggio di un file o appunto una telefonata via cellulare.

“La funzione è chiara – scrive l’autore in proposito – chi approcciava un mezzo informatico – allora ancora ‘nuovo’ – poteva trarre vantaggio da conoscenze già consolidate su oggetti della vita quotidiana. Bizzarra- prosegue – è la semiotica delle icone: si riferisce sempre all’oggetto (o al concetto) di una ‘preistoria tecnologica’ per spiegare un altro oggetto (o concetto) tecnologico; ma prima o poi la preistoria finirà, e con lei il rimando a certi significati pre-tecnologici”.

Nel prosieguo dell’articolo, lo stesso Coppo riconosce però che spesso e volentieri l’analogico è molto più restio a tramontare e cedere il passo rispetto a quanto ci si aspetterebbe, anche in considerazione del fatto che le persone tendono a ri-funzionalizzare gli oggetti fisici e a destinarli ad utilizzi per i quali ancora oggi i media digitali, nonostante il gran parlare sulla loro assoluta versatilità, sono carenti. A tale proposito, prima di concludere predicendo comunque una naturale e graduale obsolescenza della “desktop metaphor”, e una più che probabile sostituzione di molti dei suoi simboli, ormai silenti, con icone di carattere più astratto quali quelle che si stanno diffondendo nel mondo delle app, il giornalista fa riferimento alla smentita del luogo comune che prediceva la scomparsa della carta a causa dell’avvento del digitale. A tale riguardo nell’articolo si fa riferimento anche al volume “The myth of the paperless office”, del quale lo stesso Coppo si era occupato di recente con un altro articolo, anch’esso segnalato a sua volta sul sito di ParER.

“Forse – si legge nel testo – un fattore che risulterà decisivo per la resistenza dei rimandi analogici al versante “concreto” delle nostre vite – e quindi per la continuità della formula metafora – è riassunto nel saggio The myth of the paperless office, scritto da Abigall Sellen e Richard Harper nel 2002, in cui vengono analizzate molte cause del mancato declino del consumo di carta nel mondo occidentale. Non si tratta dell’annosa questione riguardante quotidiani, paywall e futuro-della-stampa, bensì della “vita sociale” dei vari supporti cartacei: nella categoria dei cosiddetti knowledge workers, il consumo di carta è ancora altissimo, anzi, in ascesa. Il mezzo fisico serve, per Sellen e Harper, per ‘archiviare idee che [i lavoratori della conoscenza] non sono ancora in grado di categorizzare o decidere come usare’, e presenta, intrinsecamente, alcuni vantaggi apparentemente ancora insuperabili: tangibilità, flessibilità spaziale, ‘tailorability’. Anche questo dimostrerebbe perché dal 1997 al 2002 il consumo di carta nel mondo è salito del 15%, e si è mantenuto più o meno stabile anche negli anni successivi. Questo, però, riguarda la sopravvivenza dei significati di icone come cartella, o documento. Un problema più interessante si pone con la cornetta telefonica...”.

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pubblicato il 2012/12/05 13:00:00 GMT+2 ultima modifica 2012-12-13T15:37:00+02:00

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