I libri digitali e l’evoluzione delle fonti documentarie

Al tema dedica una riflessione Simone Vettore sul blog Memoria Digitale. Con il diffondersi degli e-book e l’arricchimento multimediale dei libri, l’autore predice tre possibili conseguenze principali per le fonti storiche: la fine del primato di quelle scritte, la possibilità di verificarle immediatamente e la perdita di importanza di quelle di natura ufficiale

Prendendo spunto da un incontro sugli e-book svoltosi in occasione del Forum del Libro e della Letteratura di Vicenza, la riflessione di Simone Vettore fa riferimento in particolare alla più che probabile evoluzione dei libri elettronici in “enhanced book”, vale a dire volumi ricchi di integrazioni di vario genere con documenti, risorse e altri tipi di contenuti in vario modo e a vario titolo connessi all’oggetto della trattazione principale. L’autore immagina primi sviluppi e applicazioni in tal senso nell’editoria per ragazzi e nei testi scolastici, e ipotizza quelle che potrebbero essere le principali conseguenze per quanto riguarda l’evoluzione delle fonti storiche, prima di concludere con alcuni ulteriori spunti relativi al modo in cui gli archivi dovranno attrezzarsi per far fronte a questi cambiamenti.

Questi i tre cambiamenti principali che dovrebbero riguardare le fonti storiche secondo Vettore:

  1. “la fine del primato delle fonti documentarie scritte: la diffusione di dispositivi capaci di catturare suoni e filmati è sotto gli occhi di tutti ed il loro facile utilizzo (in termini di ricerca e riproduzione) da una parte nonché la mole di “documenti” realizzabili dall’altra lascia supporre che le prossime generazioni di storici non potranno che farne un uso più amplio rispetto a quanto fatto finora, ad esempio, con le fonti orali;
  2. la verificabilità pressoché immediata delle fonti utilizzate: quel complesso apparato fatto di note, rimandi, riferimenti bibliografici a cui siamo stati abituati in fin dei conti ci dava solo la possibilità teorica (e questa in definitiva ci bastava!) di verificarne l’esattezza. All’atto pratico infatti ben pochi avevano la possibilità (e men che meno la voglia!) di verificare di persona recandosi in questo archivio od in quella biblioteca… Oggi invece con un click del mouse o con un tocco delle dita abbiamo modo di accedere direttamente e verificare di persona; ne consegue che lo storico non solo è costretto a fare un uso il più accorto possibile delle fonti medesime ma anzi deve ad esse attenersi con il massimo scrupolo;
  3. il tramonto delle fonti ufficiali: la ricerca della verità storica, ammesso che sia raggiungibile, non si basa più sull’uso praticamente esclusivo di fonti di provenienza ufficiale (leggasi: gli Stati) bensì si basa su un mix più equilibrato che in linea di principio dovrebbero rendere anche gli esiti della ricerca meno sbilanciati”.

Leggi l’articolo integrale sul blog Memoria Digitale

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pubblicato il 2012/11/09 15:00:00 GMT+2 ultima modifica 2012-11-13T16:08:00+02:00

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