I floppy disk e altre icone che non dicono più niente

Sul sito Scott Hanselman’s Computer Zen, un articolo elenca 14 simboli digitali che rimandano a strumenti ormai obsoleti o del tutto scomparsi. Sulla scia dell’analoga riflessione formulata di recente in Italia sulle pagine di Rivista Studio, una nuova domanda sulla necessità di tenere in vita la desktop metaphor
kenfagerdotcom“Il floppy disk – esordisce il consulente e dipendente di Micorsoft Scott Hanselman sulla pagine del proprio blog – sta a significare il comando ‘salva’ per una intera generazione di persone che non ha mai visto un floppy”. “Ma cosa è un floppy – prosegue in un passaggio successivo – e perché non usare come icona una chiavetta usb o l’immagine di una nuvola? Sarebbe anche più facile, visto che il simbolo delle nuvole è praticamente universale e identico in tutto il mondo”.

Quindi, con un articolo molto simile a quello firmato da Davide Coppo e pubblicato giorni fa sul sito di Rivista Studio (leggi la news di ParER), Hanselman elenca altre icone digitali che sembrano aver perso ormai qualsiasi capacità di ancorare il significato per il quale sono state create ad oggetti di utilizzo quotidiano, o comunque immediatamente riconosciuti dalle persone che si trovano ad interagire con esse.

Oltre ai floppy, i simboli elencati nell’articolo sono le manopole delle radio, le cartelline degli appunti, sulle quali incidentalmente Hanselman si chiede perché mai simbolizzino la funzione di incolla e non piuttosto quella di riempimento di un questionario o di copia, i segnalibri, le rubriche e i calendari, i nastri magnetici, spesso utilizzati per i servizi di messaggeria locale, le folder che compaiono ancora oggi sui nostri desktop, le cornette, i binocoli e le lenti di ingrandimento, comunemente usati per rappresentare le funzioni di ricerca, le buste delle lettere e i francobolli, le chiavi e le rotelle, di solito associate alle impostazioni dei computer e degli altri device elettronici, i microfoni, le macchine fotografiche vintage, le televisioni con le antenne, scherzosamente definite “orecchie di coniglio” dall’autore del post, e infine la carta carbone, molto probabilmente tra tutte le icone quella più segnate dall’usura del tempo e dai frenetici progressi dell’innovazione tecnologica.

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pubblicato il 2012/12/10 22:08:01 GMT+2 ultima modifica 2012-12-10T23:08:00+02:00

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