Diritto all’oblio anche per i riabilitati

Il Garante Privacy: la permanenza in rete di notizie di cronaca giudiziaria non aggiornate può ostacolare il reinserimento sociale delle persone

Con un provvedimento pubblicato a fine luglio, il Garante per la protezione dei dati personali ha ordinato a Google di rimuovere alcuni risultati di ricerca riguardanti la condanna giudiziaria di un imprenditore, avvenuta in passato, adducendo la motivazione che tali informazioni non sono più rappresentative dell’attuale situazione dell’interessato, essendo stato egli successivamente riabilitato. 

“La permanenza in rete di notizie di cronaca giudiziaria non aggiornate - spiega il Garante con una nota - può rappresentare un ostacolo al reinserimento sociale di una persona”. Pertanto, prosegue la nota “Il diritto all’oblio va riconosciuto anche a chi è stato riabilitato dopo una condanna”.  

La persistenza in rete di informazioni giudiziarie non aggiornate - si legge in un altro passaggio - non è in linea con i principi alla base dell’istituto della riabilitazione, il quale, pur non estinguendo il reato, comporta il venir meno delle pene accessorie e di ogni altro effetto penale della condanna come misura premiale finalizzata al reinserimento sociale della persona.

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