Accesso civico “massivo”: una sentenza

Il TAR della Campania si è pronunciato su una richiesta di accesso ad una considerevole quantità di documenti rivolta ad un piccolo Comune

Con la sentenza n° 2486 dello scorso 9 maggio, il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania si è espresso su un caso di richiesta di accesso civico a grandi quantità di documenti, inizialmente respinta da un’amministrazione comunale di piccole dimensioni.

Su Giurdanella.it si apprende che l’amministrazione comunale aveva rifiutato di concedere l’accesso a tutte le licenze commerciali rilasciate dall’ente, e ad ulteriori documenti riguardanti i certificati di agibilità di tali attività e altri aspetti tecnici, motivando il rifiuto con la necessità di non compromettere il buon agire amministrativo a causa dell’eccessivo lavoro richiesto per il rilascio delle informazioni.

Dopo l'esame del caso, la corte campana è giunta alle seguenti considerazioni riassunte su Giurdanella.it:

  • L’esistenza di un numero eccessivo di documenti deve essere dimostrata e documentata dalla P.A.
  • In ogni caso l’istanza non può essere semplicemente rigettata, solamente perché massiva, ma vi era un obbligo di instaurare un dialogo collaborativo tra amministrazione e privato
  • Anche a prescindere da quanto sopra, trattandosi di un comune di 3 mila abitanti, la mole di documenti non poteva considerarsi eccessiva.

Secondo il Tar campano, la richiesta di accesso in questione non costituiva ragione, per come formulata, per procedere, sic et simpliciter, al rigetto definitivo dell’istanza, soprattutto alla luce del fatto che non è stato nemmeno rappresentato in concreto la mole di documenti in discussione.

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