Online l’Archivio Digitale del Golfo Persico

Il sito ricostruisce gli ultimi 200 anni di storia della regione

Grazie a una partnership tra gli archivi nazionali del Regno Unito e quelli degli Emirati Arabi Uniti, è online l’Archivio digitale del Golfo Persico (The Arabian Gulf Digital Archive). Cinquemila record appartenenti alle collezioni dei National Archives britannici sono state digitalizzate, trascritte e corredate di brevi descrizioni testuali per realizzare un nuovo sito che documenta le vicende storiche del Golfo dagli inizi del diciannovesimo secolo alla fine del ventesimo secolo. 

Tra le fonti accessibili, spicca spicca il Trattato generale con le tribù arabe della regione, ratificato nel 1820, generalmente conosciuto con il nome di Trattato Generale Marittimo. L’accordo fu stipulato per consolidare la presenza e l’influenza dei commerci marittimi britannici nel Golfo. Questo tratto di mare costituiva una fondamentale via di comunicazione con le colonie indiane e non a caso si impose come area di importanza strategica per i mercanti e le imbarcazioni del Regno Unito fin dagli albori del diciassettesimo. Col tempo, l’influenza britannica nella regione crebbe sempre più, ma causò anche conflitti sempre più gravi e frequenti con alcune popolazioni arabe della regione. I particolare, ciò valeva per i Qawasim, tribù che controllava sia la costa araba sia quella persiana del Golfo, ripetutamente accusata di atti di pirateria nei confronti delle navi britanniche.

Per contrastare queste azioni, la marina del Regno Unito organizzò diverse spedizioni militari, che culminarono in un successo nel 1820, con un ultimo intervento definitivo sotto il comando del generale Grant. Fu proprio a seguito di questa operazione che nello stesso anno avvenne la ratifica del trattato tra il Regno Unito e otto tribù locali, successivamente passate alla storia come i Trucial States, in italiano Stati della Tregua.

Il trattato, redatto sia in inglese sia in arabo, stabiliva la cessazione di tutti gli atti di pirateria e saccheggio  e sancì di fatto la presenza del Regno Unito come attore dominante della regione. I Trucial States non divennero mai vere e proprie colonie, ma per i successivi 150 anni fu il Regno Unito ad assumersi la responsabilità per la loro condotta nei confronti di altri Stati e potenze straniere. Al termine di questi accordi, e con la fine dell’influenza britannica nella regione, nel dicembre del 1971, i Trucial States diedero vita alla federazione degli Emirati Arabi Uniti.

L’archivio digitale documenta anche altri aspetti di particolare rilevanza storica nel Golfo. Tra gli altri, l’importante ruolo di mediazione culturale e linguistica svolto dai mercanti e da altre tipologie di professionisti appartenenti alle popolazioni dei Persiani del sud e della etnia araba Huwala. Molti tra loro parlavano fluentemente l’arabo, il persiano e l’inglese, e ciò gli permise di proporsi e imporsi come i principali mediatori tra gli occidentali presenti nell’area e le altre popolazioni indigene. Una testimonianza a riguardo è rintracciabile nella stessa versione araba del trattato del 1820. In molti punti, il testo passa senza soluzione di continuità dalla lingua araba a quella persiana, o viceversa, rispecchiando la padronanza delle lingue di questi interpreti e rendendo palese quanto avessero contribuito in prima persona alla stesura del documento storico che costituirà il fiore all’occhiello dell’archivio digitale.

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