NewsParER nr. 92 - speciale: "Letture per l'estate 2013"

Ombrellone ParERCongedandoci per la pausa estiva, riproponiamo 20 articoli pubblicati nel corso del 2013 sul sito di ParER: una selezione di storie, curiosità e “pezzi pop”, magari non proprio ideali come letture sotto l’ombrellone, ma per i quali si può disporre di un pizzico di tempo in più nel caso in cui si volesse approfondire. E augurandovi buona lettura vi auguriamo anche buone vacanze. Arrivederci a settembre.

Lo staff di ParER

La conservazione digitale? “Paleontologia dell’era di Internet”

L’interessante metafora è stata proposta da Amber Case, creatrice del termine “paleontologia persistente”, interpellata in materia sul blog the Signal dall’esperto Bill Le Furgy

 

Eyebeam, un happy end con tanti insegnamenti sulla conservazione

Per salvare dati e contenuti digitali dai disastri occorre essere preparati ad affrontarli. Lo sostiene Tess Webre, del National Digital Information Infrastructure and Preservation Program della Library of Congress, facendo riferimento al recupero di un archivio digitale seriamente danneggiato dall'uragano Sandy

 

Manoscritti del Sahara, i particolari del salvataggio

Con un dettagliato resoconto, l’Associated Press ha resto noti i particolari delle vicende che hanno permesso di salvare, anche grazie al digitale, un fondamentale patrimonio culturale del Mali e dell’intero continente africano

 

Il folk digitale e le problematiche della sua conservazione

Robert Glenn Howard, direttore dei Digital Studies presso la University of Wisconsin–Madison, illustra il concetto di web vernacolare e riflette su cosa sarebbe necessario preservare di quanto viene condiviso informalmente sui new media

 

I citizen archivist come paladini della conservazione digitale

Porzioni significative della cultura undeground saranno preservate se le istituzioni culturali si alleeranno con chi è già oggi in prima linea per la valorizzazione delle “storie minori”. È quanto sostiene l’esperto della Library of Congress Butch Lazorchak, partendo dall’esperienza di una delle rock band statunitensi più influenti degli ultimi decenni

 

Fultonhistory.com, un archivio digitale amatoriale da 22 milioni di pagine

Lo ha realizzato un cittadino statunitense, raccoglie tutti i numeri di centinaia di testate locali, e un articolo su Reason.com lo ha paragonato ad una sorta di Davide a confronto con i progetti in “stile Golia” promossi dalle grandi istituzioni culturali

 

Dalle storie individuali ai racconti collettivi: il personal digital archiving ai tempi di Facebook

Realizzando un sito sulle comunità afroamericane dell’Illinois, un ricercatore americano ha scoperto che molti cittadini usano i social media per costruire memorie condivise. Al blog The Signal ha parlato di ciò e dell’importanza delle biblioteche per promuovere la conservazione digitale

 

Net Art, quando la conservazione diventa un dilemma

Cosa vuol dire restaurare un’opera nativa in digitale? Restituirle il look and feel originario, compromettendone la fruizione con i nuovi device, o aggiornarla al presente, sacrificandone l’aspetto? Alla domanda, sempre più attuale, il NY Times ha dedicato una storia con doppio lieto fine

 

Conservare i suoni? “Un affare anche per le major”

Dando notizia del piano per la conservazione del patrimonio sonoro degli Stati Uniti, un articolo della National Public Radio ha provato a spiegare che permettere la copia dei materiali protetti da copyright potrebbe convenire anche a chi detiene i diritti

 

Dalle pellicola al digitale, anche il cinema si interroga sulla conservazione

Ne ha parlato alla BBC Keanu Reeves, produttore e protagonista del documentario Side By Side, dedicato all’avvento della tecnologia digitale nell’industria cinematografica

 

Beyoncé and friends. Se la conservazione digitale diventa pop…

Perché per l’intera disciplina è un bene se una popstar dichiara di avere assunto un personal digital archivist? Alla domanda ha provato a rispondere Tess Webre, esperta del National Digital Information Infrastructure and Preservation Program della Library of Congress

 

Dai leak su Scarlett Johansson alla fragilità del cloud: un copione già visto

Bloomberg ha ripercorso la vicenda di un cittadino americano condannato per avere violato le caselle e-mail di 50 tra attrici e celebrità. Una storia emblematica, si legge nell’articolo, sui rischi che corriamo custodendo gran parte dei nostri dati sensibili e personali on line

 

Il meteorite sugli Urali e l’era del racconto collettivo 24 ore su 24

Traendo spunto dall’evento capitato in febbraio, l’esperto di new media Chris Baraniuk si è interrogato su come cambia l’informazione nel momento in cui tutti diventiamo potenziali fonti di produzione e distribuzione delle notizie

 

Snapchat e affini, il futuro della privacy è nel tasto Canc?

Snapchat è un'app che permette di inviare foto ai propri contatti, contando sulla certezza che gli scatti saranno cancellati pochi secondi dopo la loro visione. Scrivendo del suo strepitoso successo sul New Yorker, Matt Buchanan si è chiesto se non possa essere considerato come una sorta di reazione spontanea alle crescenti pretese di condivisione imposte dai social media

 

2 foto al minuto: benvenuti nell’era del “lifelogging”

La firma della BBC Alex Hudson ha commentato il lancio sul mercato di una microcamera che scatta in automatico fino a 10.000 foto a settimana. Pietra tombale sulla privacy, si è chiesto, o nuova frontiera per documentare il presente?

 

Una breve, misteriosa storia della penna automatica

Ha provato a tracciarla il National Journal, con un articolo che presenta lo strumento introdotto nel 1930 e ancora oggi utilizzato per riprodurre meccanicamente le firme dei Presidenti statunitensi

 

America, il corsivo ha le ore contate?

Una domanda oggetto di recente di dibattito tra gli educatori statunitensi: ha senso chiedere ancora agli alunni di imparare a scrivere in bella grafia, considerando che la grandissima parte dei testi che produrranno in futuro sarà realizzata in digitale?

 

Addio declino, la carta stampata verso una nuova età dell’oro?

È quanto si è domandato il magazine statunitense Port, dedicando una cover story alla rinascita dei magazine e al modo in cui, anche e soprattutto grazie a Internet e al digitale, la carta stia vivendo una seconda, inaspettata giovinezza

 

“Printed web”, agli antipodi del paperless

Su Rivista Studio, Pietro Minto ha presentato alcuni progetti artistici che puntano a riprodurre su carta le qualità e le complessità di cui si alimentano i new media. Il risultato è una sorta di prospettiva rovesciata sulle peculiarità di un mondo in via di digitalizzazione

 

Il regalo del CERN: per i 20 anni del web di nuovo on line la prima pagina

Il Centro di ricerca ha ripubblicato la pagina con cui il world wide web venne presentato al mondo, a partire dal 30 aprile del 1993. L’iniziativa fa parte di un più ampio progetto di preservazione e divulgazione sugli albori del web

 

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pubblicato il 2013/08/01 08:00:00 GMT+2 ultima modifica 2013-08-01T12:11:00+02:00

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