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Verifiche, transazioni e identità: le possibili applicazioni della blockchain in ambito pubblico

La tecnologia alla base del fenomeno Bitcoin, una base dati distribuita in rete, è sempre più utilizzata anche in altri settori. Come reso noto di recente dal sito Extranewsfeed, anche le amministrazioni pubbliche hanno cominciato a sperimentarla, tra le altre cose in ambito archivistico e documentale
Verifiche, transazioni e identità: le possibili applicazioni della blockchain in ambito pubblico

Blockchain - foto di future.agenda (flic.kr/p/Bk3gaT - CC BY-NC-SA 2.0)

La blockchain è una base di dati distribuita che si alimenta continuamente con il contributo degli utenti di una rete, creando una lista crescente di record che fanno riferimento ai record precedenti presenti nella lista stessa. Grazie a ciò, è estremamente resistente ai tentativi di manomissione. Sul sito della società italiana Reply, viene definita così: “blockchain è un registro transnazionale sicuro, condiviso da tutte le parti che operano all’interno di una data rete distribuita di computer. Registra e archivia tutte le transazioni che avvengono all’interno della rete, eliminando in definitiva la necessità di terze parti ‘fidate’, quali i processori di pagamento”. Introdotta per la prima volta nel 2009 con la creazione della valuta virtuale Bitcoin, la blockchain è stata successivamente sperimentata da decine di banche in tutto il mondo come metodo alla base di sistemi di transazione monetaria massimamente affidabili. Ultimamente, si è cominciato a ipotizzare e  testarne l’utilizzo anche in altri ambiti, tra i quali il settore dei servizi pubblici.

Su Extranewsfeed, un articolo a firma di William Mougayar ha presentato di recente alcuni alcuni casi di applicazione della blockchain in ambito pubblico. Nello stesso approfondimento, l’esperto ha formulato anche delle riflessioni sulle prospettive future di utilizzo di questa tecnologia nel settore.

Per quanto riguarda i casi di adozione della blockchain in ambito pubblico, il primo riguarda lo Stato americano del Delaware, dove sono state lanciate di recente due iniziative legate al suo utilizzo. La prima riguarda il trasferimento dei records degli archivi pubblici in un registro distribuito in rete. La seconda è rivolta alle aziende private che erogano servizi pubblici, affinché possano tenere traccia di tutti i movimenti di capitale compiuti dai propri azionisti. A Singapore, il governo locale ha deciso di usare la tecnologia per prevenire le frodi bancarie da parte dei trader, cercando di evitare il ripetersi di casi come quello che, a partire da un sofisticato sistema di duplicazione delle fatture, portò 2 anni fa alla perdita di quasi 200 milioni di dollari.

In Estonia è invece allo studio l’idea di attribuire una cittadinanza elettronica a chiunque ne faccia richiesta. I futuri residenti digitali riceveranno una carta di identità virtuale che conterrà una chiave crittografica, grazie alla quale sarà possibile firmare in digitale tutti i tipi di documenti. I possessori del documento potranno anche aprire dei conti bancari accedendo al sistema di e-banking estone, e avviare delle attività imprenditoriali on line. Tutte queste operazioni saranno possibili ed estremamente sicure grazie all’adozione della blockhain. Sempre servendosi di questa tecnologia, il governo del Paese baltico ha inoltre intenzione di rendere ancora più efficiente il proprio sistema di sanità digitale. Già oggi, nel Paese è garantita la totale condivisione  in rete dei dati sanitari riguardanti i pazienti da parte di tutti gli addetti ai lavori, con la possibilità per i pazienti di sapere chi ha consultato cosa e quando.

Dall’articolo si apprende ancora che in Russia si sta valutando l’uso della blockchain per la condivisione del deposito titoli da parte di tutti gli stakeholder, mentre in Georgia è in via di sviluppo un registro nazionale pubblico dei beni immobili, basato su questa tecnologia, per accrescere la trasparenza del sistema nazionale e contrastare i fenomeni di corruzione. Una iniziativa del genere è in cantiere anche in Ghana: il registro riguarderà le proprietà immobiliari di 28 comunità del Paese e sarà finalizzato ad attrarre gli investitori stranieri, anche in questo caso puntando su una maggiore trasparenza. Rimanendo in tema, in Svezia si pensa all’uso della blockchain per rivoluzionare il settore delle compravendite immobiliari, permettendo alle varie parti in causa di scambiare tutti i documenti successivi alla sottoscrizione di un accordo sfruttando la tecnologia.

Altri esempi citati riguardano la Corea del Sud, dove il governo sta sensibilizzando le banche sull’adozione della blockchain per accrescere la sicurezza del settore, e il Regno Unito, dove si sta pensando di utilizzarla per gestire l’erogazione delle borse di studio e in particolare per controllare il modo in cui vengono spese da parte dei beneficiari. Anche in questo caso, lo scopo è prevenire i fenomeni di frode e abuso.

Dopo questa panoramica di casi, Mougayar elenca le principali finalità che potrebbero spingere all’adozione della blockchain in ambito pubblico:

  • Verifica. Licenze, prove documentali di transazioni, di processi o di eventi. Sono accaduti? Con quali esiti? E le persone che vi hanno preso parte avevano i diritti per farlo?
  • Movimenti di valori. Trasferire denaro da una persona all’altra. Permettere pagamenti diretti, una volta terminato un lavoro.
  • Proprietà. Registri immobiliari, titoli di proprietà e ogni altro tipo di possesso di immobili. La blockchain è perfetta per tenere traccia della catena di custodia di ogni bene fisico.
  • Identità. I governi locali dovrebbero creare dei sistemi di identità digitale basati su blockchain per i propri cittadini, permettendo loro di usare servizi come il voto elettronico con estrema sicurezza. Una identità digitale potrebbe divenire l’equivalente di un passaporto, permettendo al titolare di accedere a una ricca serie di servizi e prestazioni.

Infine, l’esperto formula alcuni consigli per le amministrazioni interessate ad avviare sperimentazioni in materia:

  • A partire dai loro leader, le amministrazioni dovrebbero accelerare su questo versante cominciando innanzitutto a capire i meccanismi di funzionamento della blockchain e promuovendo iniziative che ne sperimentino il potenziale.
  • Incaricare i propri dirigenti a sviluppare una blockchain strategy. Magari rivolgendosi a dipendenti che hanno già sperimentato la tecnologia e che potrebbero avere interesse ad accrescere la propria autorevolezza in materia impegnandosi su nuovi progetti.
  • Iniziare a sperimentare l’uso della tecnologia con piccoli progetti; se dovessero fallire, non causerebbero grandi danni.
  • Sviluppare nuove idee che siano via via sempre più ambiziose e provare ad avere un effetto concreto sulle vite dei cittadini.
  • Fare la differenza. Impegnarsi nell’introduzione di soluzioni basate sulla blockchain che permettano di ridurre i costi e fornire servizi migliori e più veloci ai cittadini.

Leggi l'articolo su Extranewsfeed

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Pubblicato il 19/09/2016 — ultima modifica 14/09/2016
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