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Un vademecum sulla firma digitale

Cosa è, a cosa serve, come funziona, quale la normativa di riferimento e altri aspetti, tra cui l’utilizzo dello strumento nei processi di fatturazione elettronica: ne ha scritto Giovanni Manca su Agenda Digitale
Un vademecum sulla firma digitale

focus - foto di Jürgen (flic.kr/p/8Ls83 - CC BY-NC 2.0)

Su Agenda Digitale è stato pubblicato un vademecum informativo sulla firma digitale a cura di Giovanni Manca. Nell’articolo si illustrano i seguenti aspetti: cosa è la firma e a cosa serve; cosa prevede la legislazione italiana in materia; come funziona lo strumento; il suo utilizzo nei processi di fatturazione elettronica; come ottenerlo e con quali costi; le altre applicazioni pratiche oltre quelle riguardanti le fatture elettroniche. Di seguito si riportano i primi due paragrafi dell’approfondimento, nei quali si spiega cosa è la firma e a cosa serve e si inquadra l’argomento dal punto di vista normativo:

Cos’è la firma digitale e a cosa serve

La firma digitale è il risultato di una procedura informatica basata su tecniche crittografiche che consente di associare in modo indissolubile un numero binario (la firma) a un documento informatico ovvero ad un altro insieme di bit che rappresenta fatti, atti o dati giuridicamente rilevanti. Essa è indispensabile per conferire validità legale ai documenti informatici in una serie di contesti come la sottoscrizione di contratti, di dichiarazioni o di atti amministrativi nel pubblico e nel privato.

Essendo equivalente ad una sottoscrizione autografa è indispensabile quando si opera in un modo totalmente digitale.

Firma digitale, cosa prevede la legislazione italiana

La normativa di riferimento nazionale sulla firma digitale è nel Codice dell’amministrazione digitale (CAD) ovvero nel Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Questa norma è stata più volte modificata e la versione vigente è in vigore dal 27 gennaio 2018. La specifica materia delle sottoscrizioni è influenzata dal regolamento europeo 910/2014 (noto anche come eIDAS) che è pienamente operativo dal 1 luglio 2016. Considerato che un regolamento europeo è di rango normativo superiore alle normative nazionali, il CAD ha coordinato le preesistenti norme italiane con quelle comunitarie. L’efficacia probatoria e il valore giuridico delle sottoscrizioni informatiche è comunque dettagliato a livello nazionale poiché il Codice Civile non è nell’ambito di regolamentazione comunitaria secondo i trattati di Roma e Lisbona. Una firma digitale può essere utilizzata in tutti i contesti visto che consente di soddisfare i requisiti giuridici della forma scritta…

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Pubblicato il 05/07/2018 — ultima modifica 25/06/2018
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