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Un nuovo sistema di conservazione digitale per gli Archivi Storici dell’Unione Europea

Al via un progetto per garantire l’accessibilità nel lungo periodo alle fonti ufficiali che, fin dalla nascita, documentano i processi di integrazione europea. Su Wired un articolo illustra le caratteristiche dell’operazione
Un nuovo sistema di conservazione digitale per gli Archivi Storici dell’Unione Europea

Archivi storici dell'UE - foto di Di Giaccai (bit.ly/2A1mR63 - CC BY-SA 4.0)

Presso la sede fiorentina gli Archivi Storici dell’Unione Europea è partito il progetto Digital preservation system, finalizzato alla creazione di un sistema di conservazione digitale che permetta di preservare nel tempo il loro patrimonio documentale e culturale. Dal Manifesto di Ventotene in avanti, col quale durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale si gettavano le basi ideali dell’Europa Unita, gli archivi, a loro volta istituiti nel 1983, custodiscono le fonti ufficiali di maggiore rilevanza che documentano la nascita, lo sviluppo e l’evoluzione del processo di integrazione europea.

Fonti ricevute e conservate fino a un certo punto su supporto cartaceo, ma sempre più, negli ultimi anni, salvate su svariati supporti digitali, dai primi floppy, alle memorie usb fino ai documenti pdf e alle risorse web. È proprio per mettere ordine a questa varietà, ma anche e soprattutto contrastare l’obsolescenza tecnologica, a causa della quale gran parte di queste fonti digitali potrebbe in futuro non essere più accessibile e leggibile, che gli Archivi hanno deciso di dotarsi di un proprio sistema di conservazione digitale.

Il sistema - la cui realizzazione è stata annunciata con un incontro pubblico svoltosi lo scorso 10 ottobre - si baserà sul modello OAIS . Alcuni dettagli sulle sue principali caratteristiche state fornite di recente da Wired. “Si tratta di un progetto per noi strategico - ha dichiarato alla testata il direttore degli archivi Dieter Schlenker - un progetto di fondamentale importanza per supportare quel percorso di riposizionamento degli Archivi Storici dell’Ue rendendo il nostro istituto riconoscibile come punto centrale di osservazione e di studio di tutto ciò che riguarda il processo di integrazione europea”.

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Pubblicato il 24/11/2017 — ultima modifica 23/11/2017
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