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Un archivio digitale per le fonti di Amnesty International

In via di realizzazione una piattaforma a uso e consumo dei circa 700 professionisti della ONG. Il sistema permetterà di accedere con maggiore velocità alle prove di violazioni e abusi dei diritti umani, e garantirà la loro conservazione nel lungo periodo
Un archivio digitale per le fonti di Amnesty International

Amnesty International

Amnesty International realizzerà un archivio digitale per la conservazione nel lungo periodo di documenti, fonti e altre testimonianze relative ai casi di violazione dei diritti umani oggetto delle proprie attività di indagine e denuncia. L’archivio sarà messo a disposizione dei circa 700 professionisti che lavorano nei 20 uffici della ONG, dislocati in svariati continenti.

Amnesty dispone già di un archivio che raccoglie gran parte della documentazione cartacea, digitalizzata o nativa digitale, frutto del proprio impegno planetario. La novità è che, avvalendosi del supporto di una società attiva nel campo della conservazione digitale, realizzerà una repository interamente digitale, alla quale sarà associato un motore di ricerca, per ottenere un duplice scopo: facilitare notevolmente il lavoro dei propri attivisti e garantire la sopravvivenza nel tempo di fonti di fondamentale importanza per la prosecuzione delle proprie campagne umanitarie.

“Nella scelta della soluzione da realizzare, ha pesato moltissimo la volontà di disporre di un archivio digitale che permetta di accedere con la massima sicurezza alle evidenze documentali di abusi e violazioni dei diritti umani - ha dichiarato l’archivista di Amnesty International Bryony Hooper - abbiamo bisogno di una tecnologia che garantisca l’integrità e la conservazione nel lungo periodo di queste fonti, a prescindere dai supporti e dai canali con le quali vengono raccolte. Se Amnesty ricorre alle riprese di un sito web per sostenere una particolare campagna, è necessario che quelle riprese siano ancora accessibili nel momento in cui qualcuno dovesse contestare le nostre denunce. Non solo: il nostro supporto a singoli individui o intere comunità può proseguire per decenni. Per questo motivo diventa fondamentale disporre delle informazioni di contesto sulle loro situazioni e sul lavoro svolto in passato per sostenere tali realtà”.

“Le fonti documentali digitali possono essere di vari formati e dimensioni - ha concluso Hooper - realizzando una piattaforma di ricerca come quella che abbiamo in mente, da un lato permetteremo ai nostri professionisti di reperire le informazioni delle quali sono in cerca; dall’altro faremo in modo che si rispettino precisi diritti di accesso e utilizzo per alcune tipologie di dati particolarmente delicate e sensibili in nostro possesso”.

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Pubblicato il 08/09/2018 — ultima modifica 04/09/2018
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