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Un approfondimento sul Regolamento e-privacy

Secondo le istituzioni comunitarie, la nuova normativa europea sarà approvata entro maggio 2018. Su Agenda Digitale, Laura Liguori approfondisce l’argomento, soffermandosi in particolare sulle intenzioni dei legislatori di normare i metadati delle comunicazioni elettroniche
Un approfondimento sul Regolamento e-privacy

foto di openDemocracy via Flickr (CC BY-SA 2.0)

Su Agenda Digitale, l’esperta di diritto Laura Liguori ha dedicato un approfondimento al cosiddetto “Regolamento e-privacy”, normativa comunitaria attualmente in fase di elaborazione che, a detta delle istituzioni europee di riferimento, dovrebbe essere approvata entro maggio 2018. Nel testo si fa riferimento tra le altre cose all’intenzione di normare l’utilizzo dei metadati riguardanti le comunicazioni elettroniche, equiparandoli di fatto ad esse per ciò che concerne la loro confidenzialità.

La proposta di Regolamento – si legge nell’articolo – introduce e regolamenta per la prima volta i metadati, e cioè quelli che oggi sono i dati di traffico e i dati di localizzazione. Non che l’attuale normativa non si occupi di questi dati: il Regolamento però equipara i metadati ai contenuti delle comunicazioni, quanto alla loro confidenzialità. In altre parole, la confidenzialità delle comunicazioni elettroniche deve intendersi estesa sia ai contenuti che ai dati generati dalle comunicazioni, i metadati appunto. Il concetto può sembrare banale ma non lo è affatto. In Italia la confidenzialità dei contenuti delle comunicazioni è garantita dalla costituzione ed è stata oggetto negli anni passati di numerosi interventi del Garante per la protezione dei dati personali. Ma in altri Paesi europei quello che per noi è un diritto costituzionalmente garantito non è oggetto della medesima protezione. Avere esteso questa tutela anche ai metadati è anche un elemento importante: viene riconosciuta l’alta intrusività dei metadati e la loro elevata possibilità di rivelare abitudini, luoghi, preferenze, e pertanto si riconosce la necessità di una tutela equivalente a quella dei contenuti.

Nel nostro ordinamento i dati di traffico – con riguardo al loro trattamento in forma aggregata per finalità di profilazione – sono stati oggetto di provvedimenti specifici del Garante. A talune condizioni, passando per una verifica preliminare del Garante, è possibile non fondare questo trattamento sul consenso degli interessati.  La proposta di regolamento prevede che i metadati possano essere trattati solo con il consenso degli interessati, salve le alternative specificamente previste. Da questo punto di vista, qualora la proposta di Regolamento venisse approvata così come è, questo potrebbe determinare un passo indietro per le Telco che già operano sulla base di verifiche preliminari presentate al Garante. Va anche detto che l’avere ribadito in questo settore la centralità del consenso degli utenti per i relativi trattamenti dei dati, in un’epoca in cui è sempre più evidente l’insufficienza di questo paradigma a soddisfare l’effettiva esigenza di trasparenza e consapevolezza da parte degli utenti, può lasciare perplessi...

Leggi l’articolo integrale su Agenda Digitale

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Pubblicato il 13/06/2017 — ultima modifica 13/06/2017
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