The Software Heritage, online la “Biblioteca d’Alessandria dei programmi informatici”

Un portale pubblico permette di accedere a circa 4 milioni di codici sorgente. Con l’iniziativa, in progress, si punta a collezionare, conservare e rendere accessibile il linguaggio di programmazione di tutti i software pubblicamente disponibili al mondo

A inizio giugno l’Unesco e Inria, l’istituto nazionale francese per la ricerca nel campo dell’informatica e l’automazione, hanno annunciato l’apertura al pubblico dell’archivio di programmi informatici raccolti con il progetto Software Heritage, col quale si punta a collezionare, conservare e rendere facilmente accessibile il codice sorgente di tutti i software pubblicamente disponibili al mondo.

La presentazione dell’iniziativa è avvenuta circa un anno dopo l’avvio della partnership tra l’UNESCO e l’istituto francese, capofila di un gruppo di organizzazioni pubbliche e private, tra le quali colossi del calibro di Microsoft, Intel, Société Générale e Nokia Bell Labs, che erano già al lavoro sull’operazione da circa tre anni (qui un nostro precedente articolo sul progetto). Allora come oggi, lo scopo era e resta quello di creare la  “Biblioteca d’Alessandria del software", raccogliendo in un’unica repository pubblica “tutte le linee di codice che dalla metà del secolo scorso ad oggi hanno permesso di dar vita alla rivoluzione informatica”.

Obiettivi utopistici a parte, già oggi il portale, fruibile in inglese, francese e spagnolo, permette di accedere a circa 4 milioni di codici sorgente, per un totale di 83 milioni di progetti software realizzati negli ambiti più disparati.

Tra i tantissimi altri, Unesco segnala il codice sorgente del sistema di navigazione della Apollo 11, la prima missione che portò l’uomo sulla luna, quello di Mosaic, il browser che permise di conoscere Internet a milioni di non addetti ai lavori.

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