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SMS, mail e instant messages hanno valore documentale

La corte di Cassazione ha avallato il sequestro probatorio nei confronti di un’indagata riguardante, tra le altre cose, comunicazioni elettroniche memorizzate in uno smartphone. Su Altalex Michele Iaselli commenta la sentenza
SMS, mail e instant messages hanno valore documentale

immagine di LoboStudioHamburg via Pixabay (pubblico dominio)

Con la sentenza n°1822 del 2018, la Corte di Cassazione ha stabilito che i dati informatici acquisiti dalla memoria di un apparecchio telefonico, quali messaggi SMS, email e scambiati tramite applicazioni come Whatsapp, hanno valore di prove documentali. Conseguentemente, le regole riguardanti la loro acquisizione non sono assimilabili a quelle previste per la corrispondenza né a quelle vigenti per le intercettazioni telefoniche. Su Altalex, Michele Iaselli ha illustrato e commentato i contenuti del pronunciamento.

Secondo l'insegnamento della Corte di legittimità - si legge nell’articolo - non è applicabile la disciplina dettata dall'art. 254 cod. proc. pen. con riferimento a messaggi WhatsApp e SMS rinvenuti in un telefono cellulare sottoposto a sequestro, in quanto questi testi non rientrano nel concetto di "corrispondenza", la cui nozione implica un'attività di spedizione in corso o comunque avviata dal mittente mediante consegna a terzi per il recapito (v. Sez. 3, n. 928 del 25/11/2015). Non è configurabile neppure un'attività di intercettazione, che postula, per sua natura, la captazione di un flusso di comunicazioni in corso, mentre nel caso di specie ci si è limitati ad acquisire ex post il dato, conservato in memoria, che quei flussi documenta.

Inoltre, sostiene la Corte, che il principio di proporzionalità e adeguatezza non è invocabile nella specie, poiché l'acquisizione di dati informatici mediante la cd. copia forense è una modalità conforme a legge, che mira a proteggere, nell'interesse di tutte le parti, l'integrità e affidabilità del dato così acquisito.

Leggi l’articolo integrale su Altalex

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Pubblicato il 13/02/2018 — ultima modifica 06/02/2018
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