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Sanità digitale, lo stato dell’arte

Ricetta dematerializzata, fascicolo sanitario elettronico, cartella clinica digitale e anagrafe unica degli assistiti: su Agenda Digitale Paolo Colli Franzone illustra i risultati di una recente indagine a cura dell’Osservatorio Netics
Sanità digitale, lo stato dell’arte

foto di e-MagineArt.com via Flickr (CC BY 2.0)

L’Osservatorio Netics ha realizzato di recente una ricognizione sullo stato dell’arte dei processi di innovazione in materia di sanità digitale. I principali risultati dell’indagine sono stati illustrati dal responsabile scientifico dell’Osservatorio Paolo Colli Franzone su Agenda Digitale.

Se ci limitiamo agli obiettivi dell’ormai anzianotto “Piano per la Crescita Digitale” - scrive l’esperto in apertura - la situazione risulta essere sufficientemente positiva: obiettivi più o meno raggiunti, come vedremo fra qualche riga. Peccato che “Crescita Digitale”, come abbiamo già ampiamente avuto modo di dire, trattasse la sanità come un argomento di risulta dedicandole pochissime pagine interamente asservite al raggiungimento di obiettivi di tipo amministrativo-burocratico non a caso “fortemente voluti” dal MEF.

Ricetta dematerializzata. Continua la progressione favorevole: le ricette farmaceutiche dematerializzate rappresentano più dell’80% del totale, e salvo pochissime eccezioni in tutte le Regioni abbiamo superato la soglia del 75%. Siamo un pochino più in ritardo sulla dematerializzazione delle ricette per visite specialistiche e analisi diagnostiche, ma anche qui tutti i segnali sono positivi e fanno ben sperare se adottiamo la fine del 2017 come il traguardo da raggiungere.

Ci tocca ricordare che stiamo parlando di una dematerializzazione “sino a un certo punto”: come è noto, i medici di famiglia continuano a stampare le ricette avendo solamente evitato il ricorso a moduli prestampati (la mitica “ricetta rossa”) in favore del foglietto bianco. Una bella notizia per i produttori di stampanti e di toner, diciamo.

Stiamo parlando anche di una ricetta dematerializzata non ancora esportabile fuori dai confini regionali: se il medico mi prescrive un farmaco di venerdì pomeriggio a Torino e io poi parto per la Val d’Aosta, dovrò aspettare il lunedì per averlo. Prima o poi ci arriveremo, comunque.
Aldilà delle poche inevitabili critiche, si tratta di una rivoluzione epocale il cui merito va tutto quanto a chi è riuscito a conquistare il consenso da parte di tutte le parti in causa (SSN, medici di famiglia e pediatri di libera scelta, farmacie, produttori di software gestionale) incontrando relativamente pochi ostacoli lungo il cammino.

A dimostrazione del fatto che le iniziative di digitalizzazione fortemente volute dal MEF riescono ad andare in porto senza eccessivi problemi e in tempi relativamente ristretti.

Fascicolo Sanitario Elettronico. Dovremmo essere a 7-8 Regioni che hanno reso pienamente operativo il fascicolo, più un altro paio di situazioni di più o meno diffusa “sperimentazione”...

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Pubblicato il 16/03/2017 — ultima modifica 16/03/2017
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