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Regolamento dati, i nuovi diritti per gli utenti

Michele Gorga per la community Cantieri PA: nelle nuove informative i cittadini dovranno avere certezze sui tempi di conservazione dei loro dati personali e sulle fonti dalle quali sono stati raccolti, nel caso in cui non siano stati essi stessi a fornirli
Regolamento dati, i nuovi diritti per gli utenti

foto di TheDigitalArtist (pixabay.com/photo-3246979 - CC0 1.0)

Sul sito della community Cantieri PA, un nuovo approfondimento a firma di Michele Gorga illustra i nuovi diritti per gli utenti che si accompagnano alla piena applicazione, ormai prossima, del Regolamento comunitario in materia di dati personali. Come già evidenziato in occasione di un precedente scritto, il punto di partenza fondamentale è che la nuova normativa comunitaria attribuisce al dato personale una entità metagiuridica, “in quanto - scrive Gorga - se trattato con il consenso è merce, ma se il consenso viene revocato allora si ripristina, in forza di tale atto di manifestazione di volontà, la natura di diritto indisponibile. Sicché consegue evidente la particolare importanza e, quindi, la necessità di dover indicare nell’informativa i diritti dell’interessato".

Il primo - prosegue l’esperto - è il diritto di sapere per quanto tempo il titolare tratterà i dati conferiti. Una nuova sfida per i titolari, che valutando ogni singolo trattamento, dovranno individuare ed indicare agli interessati nell’informativa, il periodo di conservazione dei dati, ossia il termine ultimo entro il quale i dati conferiti verranno cancellati dai loro data base. Qualora non sia possibile individuare un termine specifico, dovranno essere indicati i criteri utilizzati per determinare tale periodo.

Esattamente l’opposto di quanto sin ora avvenuto se si pensa che nell’attuale società dell’informazione la trasmissione dei dati è incontrollata anche in presenza di revoca del consenso e ciò anche dopo la decisione della Corte di Giustizia che ha stabilito l’obbligo,  per i motori di ricerca, di soddisfare le richieste di rimuovere le chiavi di ricerca con il nome dell’interessato, che per essere rimossi devono essere valutati dal motore stesso come non più rilevanti e ciò sulla base del bilanciamento tra il diritto dell’individuo, il diritto di tutti a conoscere, e dei motori di ricerca di distribuire le informazioni.

È di tutta evidenza che il cambio di prospettiva è radicale in quanto, la nuova normativa,  prevede una valutazione preventiva (cd. privacy by design) ed il titolare sarà tenuto a fornire l’informazione all’interessato al momento della raccolta dei dati. Se fino ad oggi la comunicazione di questa informazione non era obbligatoria, ed era la normativa ad indicare i termini massimi per la conservazione dei dati, dal momento in cui il Regolamento diventerà efficace, in un’ottica di responsabilizzazione del titolare e di minimizzazione dei dati, entrambe orientate alla limitazione del rischio, il titolare sarà chiamato ad effettuare tale valutazione preliminare riguardo a ciascun trattamento da effettuare e dovrà  stabilire il tempo dello stesso.

Il secondo è il diritto dell’interessato di sapere da quale fonte hanno origine i dati personali trattati dal titolare, qualora questi li abbia raccolti da un soggetto diverso dall’interessato stesso...

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Pubblicato il 09/04/2018 — ultima modifica 05/04/2018
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