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Progetti, professionalità e competenze: i musei e la sfida del digitale

Col report “Museum of the Future” sono state illustrate le strategie in materia di innovazione digitale promosse da dieci musei europei di fama internazionale. Una delle interviste, dedicata al museo Kiasma di Helsinki, è stata tradotta in italiano su Artibune
Progetti, professionalità e competenze: i musei e la sfida del digitale

Kiasma Museum of Contemporary Art, Helsinki - foto tratta dal profilo Facebook del museo

Cosa fanno i musei e le altre istituzioni della conservazione culturale, specie quelli di maggiori dimensioni e rilevanza, per affrontare le sfide imposte dalla rivoluzione digitale, tra cui anche quelle relative alla digitalizzazione dei patrimoni e alla conservazione delle nuove opere elettroniche? Con quali risorse e programmi, e grazie a che tipo di competenze e professionalità? A questi e altri argomenti correlati è stato dedicato il report “Museum of the Future”, consistente in 10 interviste ad altrettanti professionisti di musei europei di fama internazionale, realizzato nell’ambito del progetto europeo Mu.SA. Tra i professionisti coinvolti anche Sanna Hirvonen, Senior Planning Officer presso il Public Programmes Department del Kiasma Museum of Contemporary Art di Helsinki. La sua intervista, della quale riportiamo di seguito le prime domande e risposte, è stata tradotta in italiano dalla testata online Artribune.

Dove sta andando il museo del futuro?

Negli ultimi dieci anni i musei hanno messo il pubblico al centro della loro politica, riuscendo ad aumentare il numero dei visitatori. Oggi capiamo meglio i nostri pubblici e pensiamo di più alle loro esigenze rispetto a un tempo. Forse questo ha a che fare con una riduzione delle risorse finanziarie a disposizione – molti musei devono fare di più con meno. Per questo, siamo chiamati ad attrarre visitatori. Questo ci ha aiutato a pensare di più alle esigenze dei nostri pubblici: per sapere chi ci visita, quali sono oggi i suoi bisogni e le sue motivazioni.

Credo che i musei continueranno a essere piattaforme importanti per lavorare sulle nostre identità, la nostra storia e per aiutarci a capire noi stessi e gli altri. Dal punto di vista digitale, penso che le esperienze che si possono fare nel museo, on-site e on-line, saranno sempre di più connesse e il digitale sarà sempre più visto come un’evoluzione naturale sia per chi viene a vivere delle esperienze nel museo, sia per chi ci lavora. L’esperienza online sarà sempre più centrale durante la visita museale, prima e dopo.

In che termini il digitale sta cambiando questa istituzione culturale?

Le tecnologie digitali stanno fortemente influenzando i musei e la vita lavorativa. Scoprire e utilizzare tecnologie rilevanti rende il lavoro più facile: dall’utilizzo di agende e spazi di lavoro online (cosa che funziona particolarmente bene nel nostro museo) alla digitalizzazione del patrimonio, fino al management. Secondo un rapporto internazionale che mette a confronto apertura e digitalizzazione di quello che oggi viene definito settore “GLAM” [acronimo di Galleries, Libraries, Archives and Museums, con cui si fa riferimento alle istituzioni culturali che conservano opere d’arte, libri, documenti e artefatti attraverso degli strumenti digitali, N.d.R.], i musei della Finlandia risultano avere un buon posizionamento per il livello di digitalizzazione raggiunto, ma non ancora per l’accessibilità delle loro collezioni.

Anche nel nostro museo la digitalizzazione del patrimonio è molto presa in considerazione. La sfida per noi è lavorare con l’arte che esiste solo online. Infatti, abbiamo appena inaugurato una nuova collezione di internet art. Le competenze richieste per la cura e la conservazione di questo tipo di arte sono sempre più rilevanti. Per lavorare con le collezioni digitali e renderle accessibili è necessario contare, inoltre, su dei professionisti esperti in tema di copyright. Noi siamo fortunati ad avere un nostro avvocato specializzato in campo artistico.

Più in generale, parlare di digitale non significa parlare solo di tecnologie digitali ma della propria mission e di come raggiungerla. Dobbiamo capire dove stiamo andando. Puoi rinnovare il tuo staff e acquisire le competenze che non hai in casa, ma per farlo è necessario sapere cosa acquisire e dove trovarlo…

Cosa può aiutare i musei ad affrontare la sfida digitale?

Mi sono resa conto che studiare insieme è motivante per la maggior parte dei casi. È una buona idea incoraggiare membri dello staff attivi ed esperti, incoraggiare l’apprendimento tra colleghi e condividere buone pratiche, sia internamente al museo che tra musei.

Oggi molte piattaforme collaborative risultano utili per l’apprendimento. Per me Twitter è stata una scoperta rivoluzionaria. Ha aperto il mio lavoro verso l’esterno e ha allargato la mia comunità lavorativa oltre le mura del Kiasma….

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Pubblicato il 07/06/2017 — ultima modifica 24/05/2017
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