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Privacy e Blockchain, un binomio da approfondire

La crescente diffusione di soluzioni e servizi basate su questa tecnologia porrà numerose questioni anche dal punto di vista della tutela dei dati personali. Così Marco Maglio nell’ambito di una riflessione pubblicata da Interlex
Privacy e Blockchain, un binomio da approfondire

Blockchain - foto di future.agenda (flic.kr/p/Bk3gaT - CC BY-NC-SA 2.0)

Tra gli approfondimenti che la rivista di diritto e tecnologie Interlex ha dedicato al ventennale dall’emanazione della prima legge italiana sulla privacy, Marco Maglio, avvocato e Presidente dell’Osservatorio Europeo sulla Data Protection, ha pubblicato una riflessione sulla crescente diffusione dei servizi basati su soluzioni blockchain e su quanto questa tendenza avrà importanti ripercussioni anche in materia di privacy.

“La blockchain – argomenta l’esperto – non è uno strumento marginale, interessante solo per chi si occupa di criptovalute o di stravaganze informatiche. Al contrario è una risorsa innovativa che sarà la leva fondamentale per realizzare la disintermediazione di transazioni e per distrubuire in modo efficace conoscenza e competenze professionali. Secondo una previsione del World Economic Forum entro il 2025 ci saranno attività che genereranno oltre il 10% del PIL del mondo che saranno registrate su tecnologie che si basano sui principi della Blockchain”.

Ma Blockchain – prosegue Maglio – per essere usata in modo legittimo richiederà di superare questi due problemi specifici dal punto di vista della data protection:

  1. i dati annotati nel registro della Blockchain, inclusi quelli identificativi degli utenti e dei titolari degli eventi registrati,saranno pubblici e conoscibili da chiunque. Quindi usare Blockchain significherà diffondere dati personali in grande quantità e occorrerà definire come conciliare questo aspetto con le regole di trattamento dei dati previste dal nuovo Regolamento Europeo;
  2. i dati presenti in Blockchain, per definizione, devono essere conservati a tempo indeterminato proprio per garantire la genuinità del registro. Si pone quindi un rilevante problema di gestione del principio di minimizzazione dei dati, che è un caposaldo del nuovo regolamento, e che impone tra le altre cose di definire tempi di conservazione dei dati limitati.

Peraltro, accanto a questi problemi, le opportunità che Blockchain offre per un trattamento evoluto dei dati personali sono assai rilevanti: questo strumento si prospetta come la soluzione essenziale per chi vorrà gestire gli adempimenti previsti dal nuovo regolamento in modo efficiente ed economico perché permetterà di gestire in modo documentato e inalterabile tutte le operazioni effettuate su un determinato database…

Leggi l’articolo integrale su Interlex

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Pubblicato il 15/06/2017 — ultima modifica 21/06/2017
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