lunedì 23.04.2018
caricamento meteo
Sections

PA, domicilio ancora poco digitale

Paolo Ricchiuto su Interlex: nonostante le modifiche contenute nell’ultimo decreto correttivo al CAD, ancora oggi per l’invio di notifiche giudiziarie alle amministrazioni è quasi sempre necessario ricorrere alle modalità di comunicazione cartacea
PA, domicilio ancora poco digitale

foto di obbs via Flickr (CC BY-NC-SA 2.0)

Tra le principali novità contenute nell’ultimo decreto correttivo al Codice dell’Amminsitrazione Digitale, pubblicato a inizio gennaio in Gazzetta Ufficiale, figurano anche le disposizioni in materia di domicilio digitale. Ciononostante, argomenta Paolo Ricchiuto su Interlex, ancora oggi per i cittadini o i loro rappresentanti legali che vogliano inviare notifiche giudiziarie alle pubbliche amministrazioni, l’unica opzione realmente perseguibile rimane quella dell’invio di documenti cartacei.

Ricchiuto spiega nell’articolo che ciò dipende dall’obbligo di fare riferimento agli indirizzi di posta elettronica certificata contenuti nel Registro delle PA (cosiddetto Registro PPAA). Il Registro è gestito dal Ministero di Giustizia, è consultabile solo previa identificazione e, afferma l’esperto, a differenza del vecchio Indice delle PA (IPA), gestito dall’Agenzia dell’Italia Digitale (all’epoca CNIPA), al momento è poco o per nulla utile allo scopo perché “la stragrande maggioranza delle PA non ha comunicato al Ministero la propria PEC”.

Dall’articolo si apprende il decreto legge n° 179 del 2012, all’articolo 16ter, contemplava l’IPA tra i registri pubblici cui era possibile attingere per inviare notifiche giudiziarie via PEC alle PA. Con il decreto legge n° 90 del 2014 però questo articolo è stato oggetto di modifica e, dopo una lunga e articolata ricostruzione delle norme di riferimento, si è giunti alla conclusione che il solo strumento utilizzabile per questo tipo di attività resta il Registro delle PA.

Secondo Ricchiuto, al problema si sarebbe potuto ovviare con l’emanazione dell’ultimo decreto correttivo al CAD, proprio in considerazione dell’importanza che la norma attribuisce allo strumento del domicilio digitale. Così però non è stato, perché l’articolo 66 comma 5 del nuovo provvedimento ribadisce l’obbligo di fare riferimento al Registro delle PA per attingere agli indirizzi PEC cui inviare notifiche giudiziarie.

Risultato finale - conclude l’esperto – anche oggi, sì, proprio oggi, che ci riempiamo la bocca con la grande rivoluzione del domicilio digitale di ultima generazione e parliamo di eccezionale avanzamento nell’utilizzo delle comunicazioni telematiche fra PA e cittadino, se è quest’ultimo che deve far valere un diritto e notificare un atto giudiziario (e se il Registro PPAA presso il Ministero non contiene, come la maggior parte delle volte non contiene, l’account di posta di quello specifico Comune), al povero avvocato che lo assiste non resta che stampare l’atto, ed utilizzare strumenti di notifica dell’ante-guerra. Oppure esporsi (consapevolmente o no), al rischio che una notifica indirizzata alla PEC risultante dall’Indice dei domicili digitali delle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 6-ter del Codice venga dichiarata nulla.

Leggi l’articolo integrale su Interlex

Azioni sul documento
Pubblicato il 08/02/2018 — ultima modifica 06/02/2018
Aggiungi commento

Puoi aggiungere un commento riempiendo il form sottostante. Formattato come testo semplice. I commenti sono moderati.

Domanda: Quanto fa sette più due ?
La tua risposta:

ParER - Polo archivistico regionale dell'Emilia-Romagna Viale Aldo Moro 64, 40127 Bologna - Tel. +39 051 527 3317 - email: redazioneparer@regione.emilia-romagna.it

IBACN, via Galliera, 21 - 40121 Bologna - Tel. +39 051 527 66 00 - Fax +39 051 232 599

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it

Strumenti personali