martedì 24.10.2017
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Al via oVert, il database mondiale delle “TAC delle specie animali”

Un nuovo progetto porterà alla realizzazione di 20.000 tomografie computerizzate, per riprodurre fin nei minimi particolari le fattezze anatomiche di altrettante specie animali. Le scannerizzazioni 3D saranno liberamente consultabili online per scopi di ricerca
Al via oVert, il database mondiale delle “TAC delle specie animali”

immagine tratta da Science

Presso i Friday Harbor Laboratories di San Juan Island, nello stato di Washington, il biologo statunitense Adam Summers è conosciuto come “il ragazzo dei pesci”. Il nome gli è stato “affibbiato” per la passione ultraventennale di eseguire tomografie computerizzate, più comunemente conosciute come TAC, sulle varie specie di pesci custodite dalla propria struttura. Realizzando le TAC è possibile acquisire rappresentazioni 3D estremamente dettagliate delle caratteristiche morfologiche di questi animali. Proprio per soddisfare questa sete di conoscenza, il ricercatore ha più volte dichiarato ai propri colleghi di volere “scannerizzare” tutti i pesci esistenti in natura.

Summers non è l’unico ad essere animato da obiettivi così ambiziosi. La stessa passione è condivisa da David Blackburn, esperto di erpetologia, la scienza che studia i rettili e gli anfibi, presso il Florida Museum of Natural History di Gainesville. Dopo essere venuto a conoscenza dell’hashtag #scanAllFish su Twitter, ovviamente coniato da Summers, Blackburn ha ribattuto dichiarando la volontà di scannerizzare tutte le specie di rane. Non contento, dopo essersi confrontato con Summers, il ricercatore ha contattato diversi atenei e musei degli Stati Uniti, per verificare la fattibilità di un progetto di raccolta del maggior numero possibile di TAC delle specie animali.

Da Science si apprende che lo sforzo è andato a buon fine: con un finanziamento di 2,5 milioni di dollari, dal primo settembre ha preso il via il progetto oVert, acronimo che sta per Open Exploration of Vertebrate Diversity in 3D. Nei prossimi 4 anni, sotto la guida di Blackburn, l’obiettivo è di scannerizzare 20.000 specie di vertebrati, i cui esemplari sono custoditi presso 16 tra musei e università statunitensi, coprendo circa l’80% di tutti i generi esistenti in natura. Per mille esemplari, scelti in modo da rappresentare le principali famiglie di vertebrati al mondo, è prevista anche l’immersione in un colorante particolare, in grado di aumentare il contrasto nei tessuti molli. Un espediente che permetterà di visualizzare con ancora più ricchezza ed evidenza di particolari elementi anatomici fondamentali quali la conformazione dei muscoli, del sistema circolatorio e del cervello.

I rendering 3D frutto delle scannerizzazioni saranno caricati sul database digitale MorphoSource, e liberamente consultabili per i ricercatori impegnati nei campi dell’anatomia comparata e di svariate altre branche della biologia. “L’obiettivo – ha dichiarato Blackburn – è creare uno scaffale virtuale delle specie animali, di modo che possano essere toccate con mano dal maggior numero di esperi possibili, permettendo di risolvere quesiti scientifici con uno impegno su scala globale”.

“Sono sorpreso da quante cose nuove si apprendano su ogni singola specie ogni volta che ne scannerizziamo un esemplare”, ha affermato uno dei ricercatori coinvolti nel progetto. Per alcuni piranha ad esempio, le TAC hanno permesso di scoprire dei segni molto marcati sulle ossa. A lasciarli sarebbero gli stessi piranha, mordendosi tra di loro. Blackburn ha spiegato che grazie alle scannerizzazioni è possibile anche ottenere preziose informazioni sulla dieta degli animali. Negli stomaci delle rane ha ad esempio rinvenuto formiche, granchi e in un caso addirittura un’altra rana.

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Pubblicato il 22/09/2017 — ultima modifica 23/09/2017
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