On line la nuova versione dello standard OAIS

OAIS (Open Archival Information System), il più importante standard per la conservazione digitale a lungo termine, è stato aggiornato e approvato formalmente da ISO (ISO 14721:2012). Un post sul blog di Barbara Sierman riassume ed elenca le principali novità contenute nell’aggiornamento

È stata recentemente pubblicata da ISO la nuova versione dello standard OAIS - Open archival information system (ISO 14721:2012). Si tratta del più importante standard per la conservazione a lungo termine del digitale, oltre che quello individuato come modello di riferimento nella bozza delle nuove regole tecniche sulla conservazione.Il documento è liberamente scaricabile dal sito del CCSDSacquistabile sul sito dell’ISO.

Sul blog Digital preservation seeds, Barbara Sierman fornisce una sintesi dei principali cambiamenti contenuti nella nuova versione dello standard. Riportiamo una traduzione del post della Sierman, facendo riferimento alla terminologia utilizzata nello standard OAIS nella traduzione italiana curata da Giovanni Michetti (ICCU 2007) e riportando tra parentesi la terminologia originale:

  • Informazione sui Diritti di Accesso (Access Rights Information)
    Viene aggiunta come elemento delle Informazioni sulla conservazione (PDI - Preservation Description Information). Per Informazione sui Diritti di Accesso non si intende solo quella relativa all’Utente (User),  ma include anche le autorizzazioni relative alle attività di conservazione, distribuzione e uso del Contenuto Informativo (Content Information), così da offrire un’ampia libertà sui diritti di un archivio di gestire il materiale di conservazione. La maggior parte di questi saranno regolati nelle Condizioni di versamento (Submission Agreement) con il Produttore (Producer).
  • Emulazione e relazione con il software
    L’emulazione come strategia di conservazione è stata un po’ sottostimata nella precedente versione di OAIS, ma gli sviluppi in questo ambito sembrano aver portato a rivalutare l’utilizzo di questa tecnica come strategia di conservazione. In varie parti del testo si va oltre l’idea che la migrazione possa essere l’unica strategia. In particolare, il quinto capitolo considera l’emulazione come una strategia per conservare i servizi di accesso o il look and feel originale e approfondisce i diversi metodi di emulazione che possono essere adeguati al modello OAIS.
  • Pianificazione della conservazione (Preservation planning)
    Si stabilisce una maggiore interazione tra le entità funzionali Amministrazione (Admnistration) e la Pianificazione della conservazione. La Pianificazione della conservazione definisce i piani di conservazione (e non più solo quelli di migrazione, come indicato nella versione precedente dello standard) basati sulla propria attività di monitoraggio e li invia successivamente all’Amministrazione per la loro attuazione. Inoltre, l’entità funzionale Amministrazione riceverà periodicamente anche le analisi dei rischi prodotti dalla Pianificazione delle conservazione, che avrà, quindi, maggiori compiti di monitoraggio, non solo verso l’esterno ma anche nei confronti dello stesso OAIS. Ulteriori interazioni si avranno nel momento in cui la Pianificazione della conservazione invierà raccomandazioni sugli aggiornamenti AIP e l’Amministrazione replicherà con le richieste dei requisiti di conservazione (che vanno ad aggiungersi agli obiettivi di migrazione e agli standard approvati).
    Così, per la creazione di nuovi pacchetti di migrazione si terrà conto non solo dei requisiti di conservazione che scaturiscono dal monitoraggio della Comunità di Riferimento (Designated Comunity), ma anche dai requisiti di conservazione provenienti dall’Amministrazione.
  • Autenticità e Proprietà dell’Informazione (Information Properties)
    Viene modificato l’uso ambiguo del termine “autenticazione” ed è introdotto il termine “autenticità”, definito come “il grado con cui una persona (o un sistema) considera un oggetto per quello che suppone essere”. C’è inoltre una aggiunta significativa: “l’autenticità viene valutata sulla base dell’evidenza”. Due paragrafi descrivono i modi in cui è possibile creare questa evidenza. Un modo consiste nel nuovo concetto delle Proprietà di Trasformazione dell’Informazione (Transformational Information Properties). La Trasformazione era già definita come una migrazione digitale nell’ambito della quale i bit del Contenuto Informativo (Content Information) e/o le Informazioni sulla conservazione (PDI) cambiano, generando una nuova versione del Pacchetto di Archiviazione (AIP). Si tratta di un’operazione rischiosa, perché può provocare la perdita di importanti informazioni contenute nella AIP originale. Definendo le Transformational Information Properties, è possibile definire in anticipo quali proprietà devono essere preservate al termine del processo di trasformazione. E il fatto che queste proprietà vengano effettivamente preservate, contribuirà a garantire l’autenticità dell’oggetto.
  • Definizione di Pacchetto informativo (Information Package)
    Il concetto di Pacchetto Informativo è così ridefinito: “Un contenitore logico composto da Contenuto Informativo (Content Information) opzionale e le relative Informazioni sulla conservazione opzionali.
    Al Pacchetto informativo sono associate le Informazioni sull’Impacchettamento (Packaging Information), utilizzate per delimitare e identificare il Contenuto Informativo e la Descrizione del Pacchetto (Package Description), utilizzate per facilitare la ricerca del Contenuto Informativo.
  • Informazioni sulla Rappresentazione (Representation Information)
    Viene introdotto il nuovo termine Altre Informazioni sulla Rappresentazione (Other Representation Information), definite come “le Informazioni sulla Rappresentazione che non possono essere classificate come semantiche o strutturali. Ad esempio software, algoritmi, crittografia, istruzioni scritte e altri elementi che possono essere necessari a comprendere l’Oggetto-dati del contenuto (Content Data Object) e pertanto ognuno di essi potrebbe essere, come da definizione, Informazioni sulla rappresentazione, senza che sia ancora chiaro se si tratti di struttura o semantica. L’informazione che definisce come la struttura e l’informazione semantica si relazionano tra loro, o i software necessari per processare un database, saranno anch’esse considerate come altre Informazioni sulla Rappresentazione”. Più è vario e complesso il materiale da conservare, e più cresce la conoscenza su quello che occorre descrivere per far sì che questo materiale sia accessibile e comprensibile, più sarà necessario adattare lo standard
  • Prospettive della conservazione
    Il capitolo viene modificato tenendo conto dei cambiamenti menzionati in precedenza e raffina le definizioni della versione di AIP (un’AIP il cui Contenuto informativo o le Informazioni sulla Conservazione sono stati modificati partendo da una AIP originario e si candida a sostituire l’AIP originario stesso. Si suppone che la AIP version sia il risultato di una migrazione digitale) rispetto all’edizione di AIP (una AIP il cui Contenuto informativo o le Informazioni sulla Conservazione sono stati aggiornati o migliorati, non con l’intento di conservare l’informazione, ma di migliorarla o accrescerla. Una edizione di AIP non va intesa come il risultato di una migrazione).

Altre aggiunte minori riguardano ad esempio il “temporary storage” presso cui collocare i Pacchetti informativi che si trovano nel corso di un processo.

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pubblicato il 2012/09/05 20:25:00 GMT+2 ultima modifica 2015-10-23T12:52:00+02:00

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