Manoscritti, foto e taccuini: online l’archivio di Gabriel Garcia Marquez

Lo Harry Ransom Center della University of Texas acquistò l’archivio personale dello scrittore pochi mesi dopo la sua morte. Riprodotto in una collezione digitale che conta 27.000 immagini, è ora liberamente accessibile in rete

Nel 2014, poco dopo la morte di Gabriel Garcia Marquez, lo Harry Ransom Center della University of Texas acquistò l’archivio personale dello scrittore dai suoi eredi, per la cifra di 2,2 milioni di dollari. L’archivio si componeva di 40 scatole di cartone contenenti i manoscritti delle sue opere, tra cui 32 pagine di memorie inedite, più di 40 album fotografici,  20 taccuini pieni di ritagli e oltre 2.000 lettere scambiate con altri artisti, intellettuali e politici. A quattro anni di distanza, l’intero patrimonio è stato digitalizzato ed è liberamente accessibile online. La nuova collezione digitale a cura dello Harry Ransom Center vanta circa 27.000 immagini e, come si legge sul sito Scroll.in, “non si limita ad essere una risorsa impareggiabile per i ricercatori. È a tutti gli effetti uno strumento affascinante per affacciarsi nella mente di uno dei più grandi scrittori del ventunesimo secolo”.

Sono davvero molte le curiosità che è possibile trovare navigando nell’archivio. Ad esempio, gli amanti del gossip potranno finalmente trovare conferma all’aneddoto, per anni rimasto non confermata, dell’occhio nero che il suo amico e scrittore Mario Vargas Llosa gli avrebbe procurato colpendolo con un pugno in un cinema di Città del Messico, nel 1976. Ancora oggi resta un mistero se l’aggressione fosse stata motivata dalla gelosia - per una presunta relazione di Marquez con la moglie di Vargas Llosa - o per divergenze politiche. Quel che è certo però è che quell’occhio nero, del quale per anni si era detto senza alcun riscontro oggettivo, è ben visibile in alcune foto pubblicate online.

Gossip a parte, le perle della collezione digitale sono davvero moltissime. Dai taccuini pieni di ritagli che mettono in luce un attenzione maniacale dello scrittore verso tutto ciò che si scrivesse e raccontasse di lui, mentre per decenni la vulgata era stata di un sostanziale disinteresse a riguardo, alle tante opere manoscritte che permettono di ripercorre una carriera letteraria prolifica e di immenso successo come poche altre al mondo. Tra le altre, la versione finale di Cent’Anni di Solitudine: 493 pagine battute a macchina con alcune correzioni annotate dallo  stesso Marquez.

Tra i tanti altri materiali segnalati da Scroll.in figurano anche la bozza del discorso tenuto al ricevimento del Premio Nobel della Letteratura, gli stessi biglietti aerei e ricevute alberghiere del viaggio a Stoccolma, e le tantissime foto che ritraggono lo scrittore al lavoro o in compagnia dei propri familiari, amici e conoscenti, tra cui alcuni dei più popolari artisti e scrittori sudamericani e del resto del mondo.

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