Le differenze tra PEC e PEC-ID

Prendendo spunto da una recente truffa avvenuta attraverso il canale della posta elettronica certificata, Eugenio Prosperetti ha approfondito l’argomento su Agenda Digitale

Prendendo spunto da un recente caso di cronaca riguardante una truffa avvenuta attraverso il canale della posta elettronica certificata, Eugenio Prosperetti ha approfondito le differenze tra gli strumenti della PEC e della PEC-ID su Agenda Digitale. “È  utile analizzare norme sulla Pec e il Codice dell’Amministrazione Digitale - scrive l’esperto in apertura - per scoprire che in Italia ci sono sono due tipi di Pec, anche se pochi lo sanno. Pec e Pec-ID. La seconda permette di mandare documenti alla PA non firmati digitalmente. La prima invece, senza allegati firmati digitalmente, non dà alcuna garanzia sull’identità della persona”.

Nella percezione generale - si legge nell’articolo - l’indirizzo PEC certifica la provenienza da un certo mittente e, dunque, se si tratta della PEC ufficiale di quell’ente, si ritiene di poter presumere – autorizzati dalla Legge a farlo – che la comunicazione provenga da quel mittente.

In realtà, se si analizzano le norme sulla PEC e il Codice dell’Amministrazione Digitale si scopre qualcosa di diverso.

Anzitutto, scopriamo che il Legislatore ha previsto due tipi di PEC: la PEC ordinaria e la PEC identificativa “PEC-ID”, la quale tuttavia non è mai stata attivata.

Questo secondo tipo di PEC, stando alla definizione normativa, è una particolare casella di PEC che consente di identificare le persone fisiche e giuridiche che presentano istanze e dichiarazioni per via telematica nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni ed è espressamente prevista dall’articolo 65, comma 1, lettera “c-bis” del Codice dell’Amministrazione Digitale...

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