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La sentenza della Cassazione in materia di validazione temporale dei documenti informatici

Su Filodiritto Nicola Busetto ha contestualizzato e illustrato i contenuti del pronunciamento risalente allo scorso maggio
La sentenza della Cassazione in materia di validazione temporale dei documenti informatici

Roma 2011 08 07 Palazzo di Giustizia" di Sergio D’Afflitto (CC BY-SA 3.0) via Wikimedia Commons

Su Filodiritto, un articolo a firma di Nicola Busetto ha riassunto i contenuti della sentenza n° 12939/2017 in materia di validazione temporale dei documenti informatici, formulata nello scorso maggio dalla Corte di Cassazione.

La Corte di Cassazione - scrive l’esperto in apertura - ha avuto occasione di pronunciarsi in merito ad un aspetto che sta assumendo sempre più rilevanza e centralità nell’ambito dell’informatica giuridica, ovvero la conservazione a norma e la datazione dei documenti informatici.

La controversia in argomento prende le mosse dalla decisione del Tribunale di Rovigo di respingere, in sede di rinvio, l’opposizione allo stato passivo di un fallimento proposta da un istituto bancario ritenendo inammissibile la produzione di un CD- ROM contenente alcuni contratti di leasing in virtù di un asserito difetto di datazione certa dei documenti in questo contenuti. Il Tribunale rodigino, seppur da un lato aveva riconosciuto che sui documenti era stata apposta una marca temporale ai sensi dell’articolo 1 del Codice dell’Amministrazione Digitale, dall’altro aveva ritenuto che l’opponente non avesse dimostrato il rispetto da parte della società certificatrice che aveva emesso le marche temporali “delle regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme digitali, validazione temporale del documento informatico, formazione e conservazione del medesimo ai sensi del D.P.C.M. 30 marzo 2009”.

Il fulcro della questione riguarda la verifica del rispetto delle regole tecniche da parte dell’ente certificatore che aveva emesso le marche temporali apposte sui documenti informatici contenuti nel CD- ROM.
Ai sensi dell’articolo 1 del D.P.C.M. 22 febbraio 2013, che detta le regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme elettroniche avanzate, qualificate e digitali (e che sostituisce il D.P.C.M. del 30 marzo 2009), per marca temporale si intende “il riferimento temporale che consente la validazione temporale e che dimostra l’esistenza di un’evidenza informatica in un tempo certo”.

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Pubblicato il 10/10/2017 — ultima modifica 29/09/2017
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