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La risoluzione dell’Agenzia Entrate in materia di conservazione delle note e dei giustificativi di spesa

Fabio Ferrara, autore dell’interpello che ha creato il presupposto per la pubblicazione della risoluzione, ha pubblicato un approfondimento a riguardo su LeggiOggi.it
La risoluzione dell’Agenzia Entrate in materia di conservazione delle note e dei giustificativi di spesa

Agenzia delle Entrate

Su LeggiOggi.it è stato pubblicato un approfondimento  a firma di Fabio Ferrara dedicato alla risoluzione dell’Agenzia delle Entrate in materia di conservazione dematerializzata delle note e dei giustificativi di spesa, emanata lo scorso 21 luglio. L’autore dell’articolo ha contribuito alla scrittura dell’interpello all’Agenzia delle Entrate, per conto di una azienda operante nel settore della dematerializzazione, dell’archiviazione documentale conservativa e delle firme elettroniche, che ha creato il presupposto per la pubblicazione della risoluzione.

Ferrara presenta nel dettaglio i contenuti dell’inteprello, col quale si descrivevano i vari passaggi di un processo di gestione e conservazione delle note spese totalmente dematerializzato e si chiedeva di attestarne la sua conformità alla normativa vigente in materia. Successivamente, riassume il senso del pronunciamento espresso dall’Agenzia delle Entrate:

La risoluzione 96/E/2017 riafferma in modo incisivo la definizione di “originale unico” come peculiare dei documenti per i quali non sia possibile risalire al contenuto attraverso altre scritture o documenti di cui sia obbligatoria la conservazione, anche se in possesso di terzi, e conferma come  la definizione in ambito fiscale sia quella dei documenti cui è preclusa la verificabilità all’amministrazione finanziaria in quanto originatisi in paesi coi quali non esiste un trattato di reciproca assistenza in materia fiscale. Proprio per parametrare il campo degli originali unici, la risoluzione precisa che “a nulla rileva in senso difforme il D.M. 21 marzo 2013”, del quale ora perimetra precisamente gli ambiti.

Quindi, in presenza di documenti “originali unici” si conferma come unica possibilità, poco praticabile e praticata, quella di procedere alla distruzione dell’originale cartaceo in presenza di un pubblico ufficiale.

A tale proposito, i documenti costituenti giustificativo di spesa, che non sono tra quelli soggetti a numerazione progressiva, possono tutti rientrare nel procedimento digitale descritto nella risoluzione e tutti i documenti cartacei possono essere distrutti dopo la loro conservazione ad esclusione di quelli originatisi in paesi con i quali non esiste un trattato di reciproca assistenza fiscale.

Senza ricorrere al pubblico ufficiale, è dunque sufficiente conservare detti documenti cartacei secondo quanto previsto anche dall’art. 2220 del codice civile, nonché dalle misure di sicurezza previste dal D.Lgs. 196/2003 e dal vigente Regolamento Europeo in materia di protezione dei dati personali 679/2016 di prossima applicazione.

Leggi l’articolo integrale su LeggiOggi.it

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Pubblicato il 26/09/2017 — ultima modifica 18/09/2017
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