Informazione e diritto all’oblio

Una sentenza della Cassazione invita a valutare il reale interesse pubblico a identificare personaggi coinvolti in eventi passati rievocati dai giornali

Con la sentenza n° 19681 dello scorso 22 luglio, la Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema del bilanciamento tra il diritto all’oblio e il diritto all’informazione, con specifico riferimento alla rievocazione a mezzo stampa di fatti ed eventi accaduti nel passato. 

Pronunciandosi in materia, la Corte ha precisato che, ferma restando la libertà delle scelte editoriali in merito alle rievocazioni storiche, garantita dall’articolo 21 della Costituzione, di volta in volta i giudici chiamati ad esprimersi su tali argomenti devono valutare se e quanto sia di reale interesse pubblico fare riferimento alle identità delle persone coinvolte negli eventi oggetto di rievocazione.

Come spiega Michele Iaselli, autore di un articolo di approfondimento sulla sentenza pubblicato da Altalex, la Cassazione ha stabilito che tali riferimenti “devono ritenersi leciti solo nell'ipotesi in cui si riferisca a personaggi che destino nel momento presente l'interesse della collettività, sia per ragioni di notorietà che per il ruolo pubblico rivestito; in caso contrario, prevale il diritto degli interessati alla riservatezza rispetto ad avvenimenti del passato che li feriscano nella dignità e nell'onore e dei quali si sia ormai spenta la memoria collettiva”.

La sentenza non è ancora disponibile on line, sull’apposito portale che permette di reperirle, perché attualmente in fase di oscuramento.

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pubblicato il 2019/09/10 08:00:00 GMT+1 ultima modifica 2019-09-10T12:01:56+01:00

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