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Giustizia digitale, lo stato dell’arte

Agenda Digitale dedica un dossier ai processi di riforma delle diverse tipologie di processi. L’esistenza di regole specifiche per ogni singolo ambito non funziona, scrive Valentina Carollo, invocando una inversione di rotta all’insegna di una maggiore interoperabilità
Giustizia digitale, lo stato dell’arte

foto di Michael Grimes via Flickr (CC BY-NC-SA 2.0)

Amministrativo, Civile, Contabile, Penale e Tributario: per ognuna di queste tipologie di processo in Italia esistono specifiche regole di digitalizzazione e, secondo gli esponenti del Centro Studi Processo Telematico, è proprio questa la causa principale che ancora oggi frena le politiche di riforma nel settore.

È questo il succo di un dossier sullo stato dell’arte della giustizia digitale in Italia, pubblicato a fine anno su Agenda Digitale, e consistente in cinque affondi sui singoli processi ai quali fa da cappello e introduzione una riflessione preliminare a firma di Valentina Carollo, Presidente del Centro Studi. “L’analisi di questi cinque processi telematici – si legge in questo primo articolo – conduce ad una ineluttabile conseguenza: dal punto di vista della normativa tecnica ogni processo telematico è costruito con le proprie peculiari regole e le proprie specialità e dipende da Autorità differenti che difficilmente riescono a uniformarsi. Siamo sicuri che questa sia la strada corretta da seguire? La risposta a questo interrogativo non può che essere negativa”.

In un mondo in continua evoluzione – prosegue la Carollo – dove la regola posta alla base dell’innovazione è la semplificazione dei processi, caratterizzata dall’unità delle procedure, nel processo telematico si sta andando nella direzione totalmente sbagliata. Questa disamina, basata su un lavoro del Centro Studi Processo Telematico – la prima ed unica nel suo genere – vuole porre l’attenzione su questo caotico e, spesso, incomprensibile quadro normativo e regolamentare relativo al processo telematico, con l’auspicio che, finalmente, vi sia un’inversione di rotta.

Siamo ancora in tempo per reagire e realizzare una disciplina comune, almeno negli aspetti fondamentali: formati ammessi; firme concesse; modalità di deposito conformi; notifiche a mezzo PEC e attestazioni di conformità uniformi. Occorre, però, la volontà di porre in essere tale percorso comune che coinvolga in senso trasversale tutti i processi telematici, pur nella consapevolezza delle tipicità di ognuno.

Il fine cui ispirare una riforma in questo senso è unico: realizzare una interoperabilità tra sistemi attraverso una disciplina univoca negli aspetti essenziali. Poi ogni amministrazione potrà anche proseguire per la propria strada ma l’operatore del diritto non potrà che beneficiare di regole certe comuni e di procedimenti standardizzati negli aspetti essenziali.

Di seguito i link ai cinque approfondimenti specifici pubblicati su Agenda Digitale:

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Pubblicato il 08/01/2018 — ultima modifica 04/01/2018
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