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Firme elettroniche: categorie ed effetti giuridici

Su Media Laws Fabrizio di Geronimo ha dedicato un approfondimento al panorama normativo in materia a seguito degli ultimi interventi dei legislatori europeo e italiano
Firme elettroniche: categorie ed effetti giuridici

foto via Pixabay - (CC0 1.0)

Su Media Laws è stato pubblicato l’approfondimento “Categorie previste ed effetti giuridici delle firme elettroniche: il panorama normativo dopo gli ultimi interventi dei legislatori europeo e italiano”, a firma di Fabrizio di Geronimo. Pubblichiamo di seguito l’introduzione, dedicata al tema “L’identità digitale e l’importanza delle firme elettroniche”, e rimandiamo alla rivista online per la lettura integrale dello scritto.

Lo sviluppo dell’identità digitale e del mercato digitale (in particolare, del digital single market a livello comunitario) sono inquadrabili tra gli sviluppi connessi al progresso tecnologico. E’ innegabile l’importanza crescente che le moderne tecnologie stanno assumendo, in modo sempre più omnicomprensivo, nella nostra vita, ridefinendo ogni suo aspetto e i gesti più quotidiani. Un numero crescente di azioni si sta spostando dal mondo offline a quello online. Valga come esempio, elemento per altro centrale nel presente commento, l’e-commerce, definito come “the sale or purchase of goods or services, whether between businesses, households, individuals or private organizations, through electronic transactions conducted via the internet or other computer-mediated (online communication) networks” dall’Eurostat, l’ufficiale ufficio statistico dell’Unione Europea.

Come noto, tuttavia, questa innovazione, al pari di ogni altra evoluzione della storia dell’uomo, si accompagna a rilevanti sfide. Dal punto di vista giuridico, appaiono rilevanti la definizione di identità digitale e la conseguente identificazione digitale. Senza questi elementi, infatti, la fiducia dei (possibili) consumatori è destinata a diminuire, con la conseguenza che le possibilità offerte dalle moderne tecnologie resterebbero incompiute.

L’identità digitale è definibile come “l’insieme delle informazioni e delle risorse concesse da un sistema informatico ad un utilizzatore del suddetto”. Le informazioni sono protette da un sistema di autenticazione che può essere basato su “qualcosa che so” (password), “qualcosa che ho” (smart card, tessera magnetica), “qualcosa che sono” (sistemi biometrici). In Italia, invece, il Codice della Pubblica Amministrazione Digitale (d. lgs. 82/2005, il “Codice”) definisce l’identità digitale come “la rappresentazione informatica della corrispondenza tra un utente e i suoi attributi identificativi, verificata attraverso l’insieme dei dati raccolti e registrati in forma digitale”. Un importante sistema di autenticazione ideato nel nostro Paese è il Servizio Pubblico di Identità Digitale (“SPID”), che consente di creare una corrispondenza biunivoca tra un cittadino e i suoi attributi identificativi, secondari o qualificati.

Sebbene rispetto al passato si evidenzia una maggiore tendenza alla ricerca di un’identità digitale unica e sempre più legata all’identità personale (si pensi, ad esempio, al tentativo di Facebook di rimuovere ogni account giudicato falso e a quello di interconnettere molteplici applicazioni web) – alimentando il dibattito tra authenticity e anonimity – possono ancora esistere diverse identità digitali legate ad un’unica persona reale. Anche parlando di identità digitale, oltre che per la più nota dicotomia lotta al terrorismo-tutela di diritti e libertà, si ripresenta dunque il problema del bilanciamento tra sicurezza e anonimato (i.e. libertà sul web).
A prescindere da tale discussione, che esulta dai fini della nostra analisi, un elemento cruciale quando si analizza lo sviluppo del digital single market e, dunque, l’identità digitale, è costituito dall’autenticazione, ossia dalla possibilità di verificare la corrispondenza tra un utente reale e i dati elettronici a esso collegati. Si può, pertanto, affermare che l’identità digitale sia formata da due fattori: “da una parte, l’identificazione dell’esistenza del soggetto fisico; dall’altra, l’attribuzione a tale soggetto fisico di un insieme di codici elettronici tali che, una volta introdotti in uno o più calcolatori, singoli o in rete, la persona possa essere identificata, collegando i codici alla sua identità”(4). In tal senso, assumono un ruolo fondamentale le firme elettroniche, un insieme di dati che consentono di verificare (a seconda della tipologia, con una certezza maggiore o minore) l’identità di un soggetto in una transazione online.

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Pubblicato il 11/10/2017 — ultima modifica 29/09/2017
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