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Firme e identità nei documenti digitali: se ne discute in Cantieri PA

Per il 2018 il Cantiere documenti digitali della community lavorerà su questo argomento. Sul sito dell’iniziativa, Giovanni Manca presenta il primo di una serie di articoli in materia
Firme e identità nei documenti digitali: se ne discute in Cantieri PA

focus - foto di Jürgen (flic.kr/p/8Ls83 - CC BY-NC 2.0)

Per il 2018, il Cantiere documenti digitali istituito su iniziativa di Forum PA e ANAI nell’ambito del più ampio progetto Cantieri della PA Digitale, lavorerà sul tema dell’identità e della firma nel documento informatico. Per presentare il senso e i risultati di questo confronto anche al pubblico, Giovanni Manca, tra i partecipanti al gruppo di lavoro, ha pubblicato il primo di una serie di articoli dedicati all’argomento. Nello specifico, Manca espone le ragioni per cui ancora oggi il tema della firma e dell’identità nei documenti digitali resti una “questione aperta”. Di seguito l’introduzione dell’approfondimento:

Con la nascita nella metà degli anni ’90 della Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione – RUPA  (Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 settembre 1995) si è creato il problema di attribuire un valore giuridico ai documenti digitali che vi transitavano.

In tal senso nella Legge 59/97 (articolo 15, comma 2) si conferiva per la prima volta valore giuridico a quello che poi sarebbe diventato il documento informatico. Per analogia con il mondo cartaceo venne introdotta la firma digitale all’epoca normata tecnicamente nel DPCM 8 febbraio 1999. Poi è arrivata la direttiva 1999/93/CE che ha introdotto la firma elettronica, la firma elettronica avanzata e la firma elettronica qualificata.

Nel recepimento nazionale di questa direttiva è cominciata l’azione ondivaga dei vari Governi che si sono succeduti. In ogni versione della normativa primaria di settore veniva modificato il valore giuridico e l’efficacia probatoria delle sottoscrizioni. Questo oltre vent’anni dopo richiede un aggiornamento sul valore delle firme ovvero del perché si firma e di come la tecnologia stabilita a livello europeo dal regolamento 910/2014 (noto come eIDAS e operativo dal 1 luglio 2016) influenza il significato della sottoscrizione.

Nella redazione del presente articolo è stato indispensabile il contributo degli autori del libro “Identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno – Commento al Regolamento UE 910/2014″ a cura di F.Delfini e G. Finocchiaro. G. Giappichelli Editore 2017. Altrettanto indispensabile sono stati alcuni contenuti presentati nell’ambito dell’iniziativa “punto delibere” della Associazione PROCEDAMUS…

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Pubblicato il 04/06/2018 — ultima modifica 03/06/2018
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