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Documenti, firme elettroniche e domicilio digitale: i cambiamenti contenuti nel “nuovo CAD”

L’argomento è stato approfondito da Giusella Finocchiaro su Agenda Digitale
Documenti, firme elettroniche e domicilio digitale: i cambiamenti contenuti nel “nuovo CAD”

Change - foto di Ralf-Juergen (flic.kr/p/cSF7pA -CC BY-NC-SA 2.0)

A pochi giorni dall’approvazione del correttivo al Codice dell’Amministrazione Digitale da parte del Consiglio dei Ministri, Giusella Finocchiaro ha presentato su Agenda Digitale le novità in materia di firme elettroniche e domicilio digitale contenute nel nuovo testo.

Lo schema di decreto legislativo correttivo del CAD, approvato dal Consiglio dei ministri l’8 settembre –si legge in apertura – presenta molte novità. Le più rilevanti: la nuova firma elettronica avanzata e la nuova disciplina del domicilio informatico.

Documento informatico e firme elettroniche

Vengono riformulate le disposizioni in tema di documento informatico e firme elettroniche, cioè gli artt. 20 e 21 del CAD vigente.

Nel nuovo CAD la disciplina applicabile al documento informatico e alle firme elettroniche è contenuta nell’art. 20, come di seguito modificato.

“1-bis. Il documento informatico soddisfa il requisito della forma scritta e ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del Codice civile quando vi è apposta una firma digitale, altro tipo di firma elettronica qualificata o una firma elettronica avanzata o, comunque, è formato, previa identificazione del suo autore, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’AgID ai sensi dell’articolo 71 con modalità tali da garantire la sicurezza, integrità e immodificabilità del documento e, in maniera manifesta e inequivoca, la sua riconducibilità all’autore. In tutti gli altri casi, l’idoneità del documento informatico a soddisfare il requisito della forma scritta e il suo valore probatorio sono liberamente valutabili in giudizio, in relazione alle caratteristiche di qualità, sicurezza, integrità e immodificabilità. La data e l’ora di formazione del documento informatico sono opponibili ai terzi se apposte in conformità alle linee guida di cui all’articolo 71”.

A questa si aggiunge, sempre nell’art. 20 del CAD il seguente comma:

“b)  dopo il comma 1-bis sono inseriti i seguenti: “1-ter. L’utilizzo del dispositivo di firma elettronica qualificata o digitale si presume riconducibile al titolare di firma elettronica, salvo che questi dia prova contraria”.

Dunque, la disciplina vigente è sostanzialmente confermata per i documenti con firma digitale, firma qualificata e firma elettronica avanzata. Tutti integrano la forma scritta e hanno l’efficacia probatoria della scrittura privata di cui all’art. 2702 c.c. Diverse rimangono le modalità di disconoscimento, dal momento che per firma digitale e firma elettronica qualificata si conferma la presunzione che l’utilizzo del dispositivo di firma si presume riconducibile al titolare, salvo che questi dia prova contraria. La presunzione non vige, invece, per i documenti con la firma elettronica avanzata, come è noto.

Ma con il recente schema di decreto viene introdotto un nuovo processo di firma, quello realizzato “previa identificazione del suo autore, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’AgID ai sensi dell’articolo 71 con modalità tali da garantire la sicurezza, integrità e immodificabilità del documento e, in maniera manifesta e inequivoca, la sua riconducibilità all’autore”. Si rinvia alle regole tecniche, ma si intuisce che il legislatore vuole valorizzare SPID, che appunto è un sistema di identificazione…

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Pubblicato il 18/09/2017 — ultima modifica 18/09/2017
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