Fascicolo sanitario elettronico: lo stato dell’arte

Lo strumento attivo in 19 Regioni. 11 milioni di cittadini hanno aperto il proprio fascicolo personale e i referti digitalizzati hanno superato quota 239 milioni

In occasione di un recente evento pubblico, sono stati forniti gli ultimi dati relativi alla diffusione del fascicolo sanitario elettronico (FSE). Negli ultimi 3 anni, le adesioni territoriali allo strumento sono aumentate del 90%, portando a 19 il numero di Regioni che si sono mosse per attivare lo strumento. Grazie a questa crescita, oltre 11 milioni di cittadini hanno aperto il proprio fascicolo e i referti digitalizzati già prodotti superano i 239 milioni.

La messa a punto e l’implementazione dell’infrastruttura nazionale, degli standard e delle regole tecniche relative al Fascicolo sanitario elettronico - si legge in una nota di Agid - coinvolgono una serie di attori istituzionali a cominciare da Agid, con il supporto di Cnr, Mef, Ministero della Salute e Regioni.

Prossimo obiettivo dell’Agenzia per l’Italia digitale, in collaborazione con tutti gli altri attori istituzionali, sarà quello di favorire un’evoluzione del fascicolo sanitario elettronico come punto di accesso unico delle informazioni cliniche del cittadino, secondo il paradigma once only, in base al quale le pubbliche amministrazioni dovrebbero evitare di chiedere agli utenti informazioni già in precedenza fornite.

Il fascicolo potrà diventare lo strumento cardine per abilitare nuovi percorsi di cura e prevenzione personalizzati soprattutto per i malati cronici e gli anziani, anche in collegamento con i sistemi di telemedicina.

Nei mesi a venire l’Agid lavorerà alla definizione di nuove linee guida per migliorare e valorizzare la gestione dei dati che transitano su dispositivi medici, wearable device e fascicolo sanitario elettronico affinché possano integrarsi tra loro ed essere resi fruibili anche al mondo della ricerca.

In questo modo i dati potrebbero essere utilizzati infatti, sempre nel rispetto della privacy degli utenti, per studiare l’incidenza di determinate patologie sulla popolazione o per avviare programmi nazionali di prevenzione, anche con il supporto delle tecnologie emergenti di Intelligenza artificiale.

In questo contesto, l’Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ICAR) è attivamente impegnato nella progettazione e validazione di modelli architetturali, formati di dati e piattaforme tecnologiche a supporto dell’interoperabilità nazionale del fascicolo sanitario elettronico sin dal 2009, attraverso la collaborazione con gli organi competenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in particolare con Agid.

Inoltre, considerata l’enorme quantità di dati sanitari disponibile in forma testuale, recentemente il CNR-ICAR ha focalizzato il proprio interesse nello studio e sviluppo di strumenti per l’estrazione di informazioni da documenti scritti in linguaggio naturale attraverso tecniche di intelligenza artificiale.

Quali documenti sanitari può raccogliere il Fse

Attualmente il fascicolo elettronico può raccogliere una serie di documenti sanitari di base tra cui il profilo sanitario del paziente, i suoi referti, i verbali di pronto soccorso, le lettere di dimissione, i dossier farmaceutici e il consenso o diniego alla donazione degli organi e tessuti. A questi documenti, in alcune Regioni, se ne stanno aggiungendo altri come ad esempio la raccolta delle cartelle cliniche, dei bilanci di salute, i programmi di assistenza domiciliare, piani diagnostico terapeutici, i certificati medici, le vaccinazioni, e altri ancora.

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pubblicato il 2019/04/15 09:00:00 GMT+2 ultima modifica 2019-04-13T11:39:18+02:00

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