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Fascicolo sanitario elettronico: i nodi tecnici

Secondo Marco Mencacci e Alfiero Ortali, autori di un approfondimento su Agenda Digitale, l’estrema varietà di software e protocolli adottati dalle Aziende sanitarie locali è il principale ostacolo alla diffusione dello strumento
Fascicolo sanitario elettronico: i nodi tecnici

foto di e-MagineArt.com via Flickr (CC BY 2.0)

Su Agenda Digitale un articolo a firma di Marco Mencacci e Alfiero Ortali fa luce sui nodi di carattere tecnico che pregiudicano l’adozione del fascicolo sanitario elettronico presso molte Aziende sanitarie locali. La tesi dei due esperti è che il problema principale è rappresentato dall’estrema varietà di soluzioni software e protocolli adottati nelle varie realtà: un ostacolo alla uniformazione delle tecnologie e degli standard che sarebbe invece indispensabile per l’implementazione dello strumenti, anche per fondamentali ragioni di sicurezza e tutela della privacy. Di seguito, uno dei passaggi chiave dell’articolo:

La parola chiave è “interoperabilità”, ovvero la capacità dei sistemi di scambiarsi informazioni ed utilizzare tali informazioni al fine di raggiungere un obiettivo comune. Condizione necessaria affinché questo avvenga è che tutti i documenti debbano essere compatibili con lo standard CDA2 (Clinical Document Architecture), debbano essere tutti firmati digitalmente ed in maniera uniformemente verificabile, adottando uno degli standard di firma elettronica qualificata che AgID ha indicato nelle proprie linee guida:

  • CAdES (CMS Advanced Encryption System): La firma viene apposta ad una busta contenente il documento informatico, in formato PDF o altri formati.
  • PAdES (PDF Advanced Encryption System): Questo sistema permette di firmare direttamente il PDF senza utilizzare alcuna “busta”. Il framework permette inoltre di specificare, tramite tecniche di watermark, la posizione in cui la firma è apposta.

La struttura dati interna al documento, inoltre, per garantire l’interoperabilità semantica dei documenti, deve prevedere omogeneità di codifiche, secondo gli standard internazionali:

  • ICD (International Classification of Disease): classificazione delle malattie e patologie ad esse correlate, stilate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. A livello internazionale la codifica è arrivata alla revisione 10 (ICD-10), mentre in Italia è in vigore la revisione 9 traduzione italiana con Clinical Modification, ovvero la classificazione anche delle procedure erogate dal SSN (ICD-9-CM). La codifica associa in maniera univoca un codice numerico o alfanumerico a qualsiasi patologia e procedura. Sulla base dei codici ICD-9-CM il ministero stabilisce il nomenclatore delle prestazioni che rientrano nei LEA (ultima revisione nel nuovo DPCM 17 gennaio 2017).
  • LOINC (Logical Observation Identifiers Names and Codes): standard internazionale di codifica e descrizione di osservazioni cliniche e di laboratorio. Definisce sia la codifica dell’esame che l’unità di misura e la scala, così come i range di riferimento standard. L’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID) nel 2014 ha sancito che l’utilizzo dei codici LOINC è obbligatorio per l’identificazione univoca dell’esame svolto all’interno dei documenti dei referti in formato CDA2.
  • SNOMED (Systematized Nomenclature of Medicine): ontologia di termini pubblicata dall’American College of Pathologists per la codifica univoca delle patologie e delle procedure utilizzate in Anatomia Patologica. Ogni termine è inserito in un albero di relazioni gerarchiche con tutti gli altri termini, così da facilitare la ricerca, l’ordinamento e la navigazione semantica.
  • ATC (Anatomical Therapeutic Chemical): classificazione internazionale de farmaci a cura del World Health Organization. È un sistema di classificazione di tipo alfanumerico che suddivide i farmaci in base a uno schema costituito da 5 livelli gerarchici che identificano (classe anatomica, ambito terapeutico e sottogruppi chimico-terapeutici).

Il ruolo fondamentale in questa fase deve essere giocato dalle Regioni, in quanto ogni Azienda ha sistemi differenti per la gestione della documentazione e, dettaglio non da poco, differenti livelli di informatizzazione dei processi interni.
Prendiamo l’esempio più semplice: i referti di laboratorio...

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Pubblicato il 04/12/2017 — ultima modifica 29/11/2017
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