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Dalla dematerializzazione al digital first

Nonostante anni di riforme, nelle PA continua a circolare molta carta. Secondo Andrea Nicolini, autore di una riflessione su Agenda Digitale, perché nella grande maggioranza dei casi ci si è limitati a replicare in digitale i procedimenti già esistenti in precedenza.
Dalla dematerializzazione al digital first

speech balloon - foto di Marc Wathieu via Flickr (flic.kr/p/5ujVmh - CC BY-NC 2.0)

Su Agenda Digitale, Andrea Nicolini, Project Manager ICAR presso il Cisis (Centro interregionale servizi informatici, geografici, statistici), ha pubblicato una riflessione intitolata “Perché la carta continua a regnare nella PA (ovvero il flop delle norme sulla dematerializzazione)”. La tesi di fondo di Nicolini è che, per quanto negli ultimi anni siano stati attuati molti processi di riforma nelle pubbliche amministrazioni italiane, specie quelle di maggiori dimensioni, troppo spesso ci si è limitati a replicare in digitale i procedimenti già esistenti in precedenza. Da ciò l’impossibilità di dar vita a un reale e radicale cambiamento, che a detta dell’autore potrà avvenire solo se si punterà con forza sul concetto del digital first in un’ottica fortemente orientata ai bisogni dell’utente finale. Nicolini sostiene che la recente pubblicazione del Piano Triennale per l’informatica nelle PA avrebbe potuto essere una buona occasione per gettare le fondamenta di questo passaggio, ma che a suo parere, pur essendo “permeato” di questo principio, il documento in realtà non sembra fare particolare chiarezza a riguardo.

Da oltre trent’anni - si legge in uno dei passaggi del testo - la Pubblica Amministrazione è impegnata in una colossale opera di dematerializzazione(...)

Quasi sempre l’approccio è stato quello di trasferire in digitale il processo ed i documenti cartacei, a tal punto che tutti abbiamo finito con l’associare il termine dematerializzare, non tanto all’abbandono della carta, quanto alla trasposizione in digitale del cartaceo, conseguendo quasi sempre risultati concreti e tangibili di risparmio di carta, ma non di efficientamento vero della PA.

Il termine dematerializzare andrebbe forse abolito, proprio perché divenuto sinonimo di processo lungo ed inefficiente di passaggio al digitale, mentre l’imperativo di cui è permeato il piano triennale è mobile first o digital first, un chiaro e palese invito a ripensare tutti i flussi digitali nella sola ottica digitale.
Quindi tutti gli esperti che per anni hanno cavalcato il tema della gestione documentale digitale e della dematerializzazione hanno sbagliato?

Ovviamente no, ma di certo hanno sempre invocato una graduale transizione e così facendo hanno favorito la replica digitale dell’inefficienza analogica…

Leggi l’articolo integrale su Agenda Digitale

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Pubblicato il 13/07/2017 — ultima modifica 13/07/2017
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