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Dalla conservazione digitale alla conservazione in ambito digitale

Su Agenda Digitale Gianni Penzo Doria spiega che l’insegnamento dei progetti internazionali in materia è "la dimostrazione dell’impossibilità scientifica di conservare un documento digitale nella sua forma originaria, nemmeno attraverso un’ibernazione informatica"
Dalla conservazione digitale alla conservazione in ambito digitale

speech balloon - foto di Marc Wathieu via Flickr (flic.kr/p/5ujVmh - CC BY-NC 2.0)

Su Agenda Digitale è stato pubblicato l’approfondimento “Dal bit al sistema, cosa ci insegna l’esperienza internazionale”, a firma del direttore Generale dell’Università degli Studi dell’Insubria Gianni Penzo Doria. Nell’abstract che lo introduce si legge quanto segue: “un sistema di conservazione evoluto non si limita alla trasformazione di un documento analogico in bit, ma ripensa un ciclo di vita in modo interamente digitale: per questo si parla di conservazione in ambiente digitale”.

Rispetto a vent’anni fa – scrive Penzo Doria in apertura – lo scenario italiano sulla conservazione in ambiente digitale – fortunatamente – è molto cambiato. E sono cambiate velocemente, nonostante qualche resistenza culturale, anche le parole di riferimento. Fin da subito, per prudenza più che per convinzione, abbiamo eliminato la dicitura “conservazione illimitata” per una più consona “conservazione a lungo termine”. Quest’ultima accezione non significa un rinvio a una determinazione temporale astratta, ma relativa, cioè fino alla prossima tecnologia in grado di cambiare una sequenza di bit.

Nel periodo del ministro Lucio Stanca (dicastero per l’Innovazione e le Tecnologie dal 2001 al 2006, ndr) , parlavamo indifferentemente di “smaterializzazione” e di “dematerializzazione”. Ciò in spregio alla legge della conservazione della massa con tanto di postulato di Antoine-Laurent de Lavoisier: «Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma». Entrambe le parole si basavano su concetti d’effetto, ma altamente pericolosi. Infatti, il mondo digitale non ha bisogno della trasformazione di un documento analogico in bit, ma di ripensare un ciclo di vita in modo interamente digitale, senza bisogno di stampare alcunché…

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Pubblicato il 25/05/2017 — ultima modifica 16/05/2017
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