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Conservazione digitale: una top ten delle fonti made in Usa

L’archivista Kan Zastrow ha pubblicato l’elenco delle sue fonti preferite in materia di archivi digitali e preservazione dei patrimoni culturali digitali: riviste, blog istituzionali, aggregatori e siti personali che aggiornano sugli ultimi sviluppi in materia nel contesto nordamericano
Conservazione digitale: una top ten delle fonti made in Usa

foto di Thomas Hawk via Flickr (CC BY-NC 2.0)

Su Information Today, l’esperto statunitense di tematiche archivistiche e bibliotecarie Kan Zastrow ha pubblicato un elenco di fonti informative sulle tematiche della conservazione e degli archivi digitali considerate di particolare interesse e autorevolezza.

“Si tratta di una lista che annovera riviste on line, blog, feed RSS e profili Twitter - scrive Zastrow - pensata per andare oltre il rumore di fondo e rimanere sintonizzati sui rapidi cambiamenti che interessano il mondo degli archivi digitali, dei record elettronici, della conservazione e curatela digitale, del personal archiving, delle digital humanities e via discorrendo. Alcune fonti sono gestite da autorevoli istituzioni, altri sono invece più informali e riportano i pensieri di personaggi particolarmente influenti in questi settori. Un’avvertenza: si tratta di fonti in inglese e concentrate in maniera preponderante su quanto avviene negli Stati Uniti, quindi non esaustive di tutto ciò che sta avvenendo nell’universo della conservazione digitale.

Per la loro selezione ho fatto riferimento ai seguenti criteri: autorevolezza, longevità delle fonti, valore dei contenuti, facilità di fruizione degli stessi e varietà, sia per ciò che concerne i format sia in riferimento agli argomenti trattati.

  • The American Archivist, la pubblicazione semestrale della Society of American Archivists’ (SAA) offre uno spaccato attuale sugli sviluppi teorici e pratici delle discipline archivistiche nel Nord America. Si tratta di una rivista che tende a essere molto concentrata sugli aspetti teorici, offrendo articoli lunghi e complessi ma spesso di particolare rilevanza. Non si tratta di una fonte particolarmente sintonizzata sugli ultimissimi sviluppi, perché a causa del processo di peer-review per la selezione degli articoli passa almeno un anno dalla loro scrittura alla loro pubblicazione. On line è possibile accedere a tutti i numeri della rivista dal 1938 agli ultimi 3 anni. Per i contenuti pubblicati in questo lasso di tempo è possibile invece accedere ai soli abstract, a meno che non si sia iscritti all’associazione. 
    Il suo bimestrale, Archival Outlook, fornisce a sua volta notizie sugli ultimi prodotti e progetti in materia, liberamente accessibili a chiunque.
  • La SAA ha decine di gruppi satelliti, chiamati sezioni o roundtables, ai quali partecipano professionisti del mondo digitale. La Electronic Records Section gestisce BloggERS!, un contenitore molto popolare che aggrega notizie, informazioni e fonti sugli electronic record, tra cui anche casi studio, recensioni, indagini e via discorrendo. Nella primavera del 2016 ha avviato una serie sulla gestione dei contenuti digitali. La sua pagina Facebook rilancia sostanzialmente gli stessi contenuti, arricchendoli con foto e layout evocativi.
  • Il blog AOTUS dei National Archives è curato in prima persona da David S. Ferriero, l’Archivista degli Stati Uniti (ndr: qui c’è un’ironica associazione tra gli acronimi AOTUS e POTUS, con il quale si si fa riferimento al Presidente degli Stati Uniti). On line dall’aprile del 2010, il blog adotta un approccio informale per aggiornare su temi quali l’open government, i record dei National Archives, i social media, la trasparenza e altri aspetti di particolare importanza per la preservazione dei patrimoni documentali nazionali e la salvaguardia dei processi democratici. Il blog ha anche delle finestre su Tumblr, Twitter e i feed RSS.
  • Alla galassia dei National Archives fanno riferimento almeno altri 15 blog su tematiche specifiche come la storia delle comunità afroamericane in America e il National Declassification Center. Chiunque può scoprire quelli di proprio maggiore interesse all’indirizzo archives.gov/social-media/blogs.html.
  • Il blog The Signal: Digital Preservation della Library of Congress precisa che non si limita ad essere un canale di comunicazione ufficiale della stessa biblioteca nazionale. Di sicuro è lo specchio fedele di come evolve il suo pensiero in real time sulle tematiche digitali, dal web archiving, alla conservazione dei contenuti audiovisivi, ai digital forensics, alla data migration al campo del digital asset management. È stato creato per favorire un confronto informale su questi argomenti, con un approccio al tempo stesso divulgativo e accattivante. I suoi primi articoli risalgono al maggio del 2011 ed è curato con una significativa frequenza da quattro professionisti della conservazione digitale. Doveste disporre di tempo per consultare una sola fonte, puntate su di essa.
  • ArchivesBlogs è un aggregatore di blog dedicati alle tematiche archivistiche pensato “dagli archivisti per gli archivisti”, popolato con aggiornamenti continui di feed RSS. Gestito da Mark Matienzo, è possibile iscriversi a specifici feed, selezionare le fonti per diverse lingue di interesse e sottoporre all’attenzione del curatore anche il proprio blog per un eventuale inserimento tra le fonti dell’aggregatore.
  • Digital Archiving Resources è un database che raccoglie eccellenti annotazioni sulle tematiche degli archivi digitali. È gestito da un gruppo di studenti di dottorato della University of Central Florida, è on line dal 2012 e viene aggiornato con regolarità. Segnala e spesso rimanda a pubblicazioni, articoli, video, conferenze, proceedings e webinar dedicati alla creazione, all’utilizzo e alla conservazione degli archivi digitali. I contenuti possono essere fruiti individualmente o aggregati per topic. Molto utile è anche la loro navigazione tramite una tag cloud.
  • Digital Preservation Matters: per più di dieci anni Chris Erickson, Digital Preservation Manager a Provo, Utah, ha scritto articoli sulla conservazione digitale, l’accesso nel medio e lungo periodo, gli archivi digitali, la curatela digitale, le repositories istituzionali e il management dei record elettronici. I contenuti possono fruiti accedendo al blog dell’archivio, usando la tag cloud, via RSS o su Twitter.
  • ArchivesNext, ideato da Kate Theimer, si caratterizza per un tono che lei stessa definisce “una miscela tra il serio e il faceto”. Theimer ha lavorato per anni presso i National Archives nel campo della gestione dei record elettronici, scritto articoli a riguardo e curato capitoli di pubblicazioni. Ha anche presentato numerosi progetti e studi in occasione di iniziative pubbliche e sponsorizzato i Best Archives on the Web and Movers and Shakers nell’ambito degli Archives Awards, dal 2008 al 2010. Ha usato il proprio blog per dare visibilità allo Spontaneous Scholarship program, organizzato dal 2011 al 2014 su sua diretta iniziativa nell’ambito dei meeting annuali della Society of American Archivists. Si tratta di una divulgatrice molto acuta e centrata sulle tematiche degli archivi e della conservazione digitale. Per una dose giornaliera del suo pensiero, si può fare riferimento anche ai feed RSS e al profilo Twitter personale.
  • Il blog User Centered Digital History, a cura di Trevor Owens, produce contenuti di particolare interesse dal 2006. Molti suoi contributi trovano spazio anche su The Signal, visto il suo coinvolgimento, nelle vesti di archivista digitale, nel National Digital Information Infrastructure and Preservation Program (NDIIPP) della Library Of Congress. Nel proprio blog si definisce “bibliotecario selvaggio, storiografo digitale, teorico delle fonti primarie, stratega dei patrimoni culturali digitali” e via discorrendo. On line sulle sue pagine è possibile leggere una quantità davvero notevole di interviste e interessanti saggi su temi quali la digitalizzazione, i contenuti nativi digitali, le fonti primarie, gli archivi web e la conservazione digitale. Nota a margine: Owen si colloca al punto di intersezione tra la conservazione e la stewardship digitale.
  • Last but not least, non posso escludere da questa lista il blog Notes From a Nascent Archivist a cura di Jaime Mears. Sebbene on line solo dal giugno del 2015, la Mears mi rassicura sul fatto che si tratterà per sempre del sito di riferimento per la divulgazione dei temi che attengono ai suoi interessi professionali. Si tratta di un blog sorprendentemente denso di ottime idee, risorse, progetti e tanto altro. Contenuti che vanno dai suoi studi di dottorato con Trevor Owens, al biennio speso in qualità di National Digital Stewardship Resident alla DC Public Library, tra il 2015 e il 2016. Seguite Jaime anche su Twitter: farà strada!

Pubblicando la top ten, Kan Zastrow ha invitato anche altri esperti a fare altrettanto, affinché l’elenco possa essere implementato e arricchito nel tempo.

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Pubblicato il 12/07/2017 — ultima modifica 28/06/2017
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