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Archivio JFK: altri 3.000 documenti online, ma alcune informazioni rimangono segrete

Violate le disposizioni della legge del 1992 che fissava al 26 ottobre 2017 il termine per pubblicare online tutte le carte relative alle indagini. Su pressione delle agenzie di intelligence, almeno per altri 6 mesi migliaia di pagine resteranno classificate
Archivio JFK: altri 3.000 documenti online, ma alcune informazioni rimangono segrete

foto di Walt Cisco, pubblicata sul Dallas Morning News - Pubblico dominio via Wikimedia Commons http://bit.ly/2w9OSF2

I National Archives degli Stati Uniti hanno rilasciato e pubblicato online altri 2.891 documenti appartenenti all’archivio costruito a seguito delle’omicidio del Presidente John Fitzgerald Kennedy. I fascicoli, fin qui secretati dal Governo americano per ragioni di sicurezza nazionale, vengono pubblicati nel rispetto di quanto disposto nel 1992 con l’emanazione del JFK Records Act. Pochi mesi fa, un’analoga iniziativa aveva portato alla pubblicazione di altri 3.800 documenti.

Dopo l’entrata in vigore del JFK Records Act, l’intero corpus dei documenti relativi alle indagini successive all’evento, consistente in circa cinque milioni di documenti, era stato sistematizzato e localizzato presso i National Archives. L’88% di questo patrimonio informativo è già stato divulgato al pubblico fin dalla fine degli anni ‘90. Il resto del materiale ancora classificato è stato oggetto di una graduale e progressiva pubblicazione negli ultimi anni. Così come previsto dalla norma, il 26 ottobre scorso, a 25 anni esatti dalla sua promulgazione, l’intero corpus informativo sull’assassinio Kennedy avrebbe dovuto essere pubblicato.

Così non è stato però, perché circa 300 documenti, alcuni dei quali contenenti migliaia di pagine, non sono stati pubblicati. Stando ad alcune voci di stampa, la CIA e l’FBI avrebbero effettuato pressioni sul Presidente degli Stati Uniti, che ha il potere di decisione su questo argomento, affinché la documentazione non venisse rilasciata neanche in questa occasione. "L'opinione pubblica americana aspetta  e merita che il suo governo fornisca il maggiore accesso possibile agli atti sull'assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy – ha dichiarato il Presidente Trump – in modo che la gente possa finalmente essere pienamente informata su tutti gli aspetti di questo evento cruciale”. Lo stesso ha però precisato che ha dovuto “accettare le richieste di non pubblicazione proposte dai dipartimenti e dalle agenzie della sua amministrazione, per evitare un danno irreparabile alla nostra sicurezza nazionale". Lo staff della Casa Bianca ha comunque assicurato che entro i prossimi 6 mesi anche gli ultimi materiali tuttora coperti da segreto, fatta eccezione per poche rarissime eccezioni, saranno accessibili.

Chiamate in causa, le agenzie hanno dichiarato che si è scelto di procedere in tal senso per ragioni di sicurezza nazionale e in particolare per evitare di divulgare i nomi di alcuni agenti coinvolti nelle indagini. Lo staff della CIA ha anche precisato che meno dell’1% dei file di propria pertinenza è ancora coperto da segreto. Su Repubblica si apprende che le carte appena rilasciate fanno luce su alcune vicende estremamente delicate. Tra le altre, le attività anti-castriste promosse nei decenni scorsi dagli Stati Uniti:

In almeno uno dei documenti desecretati dagli Archivi Nazionali Usa sull'assassinio di John Kennedy, risalente al 1975 e denominato "sommario dei fatti" – si legge a riguardo – si parla di alcuni tentativi della CIA per uccidere il presidente cubano Fidel Castro. Il documento rientra nelle indagini sulla possibilità che dietro l'omicidio di Kennedy vi fosse Cuba, tra le teorie più accreditate tra i cospirazionisti. ‘La commissione ha determinato che agenti della Cia erano coinvolti in pianificazioni in questo Paese con determinati cittadini e altri per cercare di assassinare il premier Castro’, si legge nel documento.

In altri file relativi alle attività anti-castriste degli Stati Uniti si considera la possibilità di contaminare i raccolti a Cuba con ‘agenti biologici’ che apparirebbero come fenomeni naturali. Il piano viene definito ‘Operazione mangusta’. In un altro dossier, sempre nell'ambito dei piani per ribaltare il regime castrista, viene illustrata la proposta di lanciare volantini sull'isola con i nomi dei funzionari comunisti da uccidere con vicino l'ammontare, differente per ciascuno di questi, della ricompensa.

Aggiornamento del primo novembre

Lo scorso primo novembre, l'Fbi ha annunciato che ha autorizzato la diffusione di tutto il materiale di propria competenza tuttora coperto da segreto. Stando ai portavoce dell'agenzia, i file verranno divulgati dai National Archives nelle prossime settimane.

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Pubblicato il 27/10/2017 — ultima modifica 02/11/2017
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