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America, al via un progetto per la conservazione nel lungo periodo dei vecchi software

Entro il 2020, la Yale University Library realizzerà una piattaforma di emulazione on demand: utilizzandola, sarà possibile consultare materiali e contenuti prodotti con 3.000 programmi informatici non più in utilizzo
America, al via un progetto per la conservazione nel lungo periodo dei vecchi software

computer vintage - foto di StockSnap via Pixabay (CC0 1.0)

Presso la Yale University Library, negli Stati Uniti, è stato lanciato un progetto per la costruzione di una piattaforma di emulazione che permetta di far funzionare nuovamente migliaia di software non più in utilizzo, e i relativi contenuti e materiali prodotti e fruibili con gli stessi. Lo scopo è fare in modo che questo patrimonio di informazioni e dati possa essere accessibile e venga preservato nel lungo periodo per finalità di ricerca, studio e riutilizzo.

Il progetto sarà finanziato con un milione di dollari da due fondazioni e ha l’obiettivo minimo di recuperare, entro la primavera del 2020, almeno 3.000 programmi, tra cui sistemi operativi, software a carattere scientifico, pacchetti di produttività e per la gestione della posta elettronica, e applicazioni per la grafica, la progettazione, o varie tipologie di lavori creativi quali la produzione video o la composizione musicale.

“Sempre di più, in tutti gli ambiti, la produzione dei contenuti avviene solo ed esclusivamente in digitale – hanno dichiarato i promotori del progetto – ciò impone alle biblioteche a carattere scientifico di trovare soluzioni per conservare le informazioni digitali e renderle accessibili al pubblico. Per questo stiamo lavorando alla definizione di metodi e best practice di importanza strategica, di modo che le prossime generazioni di studenti e ricercatori possano esaminare un file realizzato con un programma di videoscrittura o un foglio di calcolo con la stessa immediatezza e facilità con cui leggono un libro o un manoscritto”.

La piattaforma in via di costruzione sarà configurata come un ambiente di accesso on demand alle varie tipologie di vecchi software: “con pochi passaggi - spiegano i responsabili tecnici dell’operazione - si potranno consultare file che altrimenti sarebbero persi o corrotti per sempre. Finora l’emulazione ha funzionato sempre in ambiti ristretti e non è mai stata una soluzione praticabile per utilizzi su larga scala nelle biblioteche o in altri ambiti istituzionali; fortunatamente, grazie ai generosi finanziamenti messi a disposizione da due tra le maggiori organizzazioni filantropiche al mondo, potremmo proporne un utilizzo maggiormente allargato”.

Presentando il progetto, i promotori hanno insistito sull’assoluta integrità dei dati che sarà garantita dalle caratteristiche della piattaforma in via di realizzazione. Altro aspetto chiave, la possibilità di adattarla nel tempo per permetterne l’utilizzo in altri ambiti e contesti: “altre persone e organizzazioni potranno fruire del servizio, aggiungendo le proprie collezioni di software e contenuti nativi digitali, con lo scopo di tramandarle alle future generazioni”.

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Pubblicato il 23/03/2018 — ultima modifica 23/03/2018
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