30.000 anni in 1 e 39 euro per 1.000.000 di tracciamenti

Traendo spunto da due recenti notizie, sulla colonne de Il Post l’avvocato Carlo Blengino riflette sulla sterminata e crescente produzione di dati informatici che caratterizza il presente, e su come l’abbattimento dei costi per la loro produzione e archiviazione possa avere anche effetti inquietanti per quanto riguarda il controllo dei comportamenti individuali

L’articolo, intitolato “Dati sui dati”, fa riferimento alle affermazioni del presidente di Google Eric Schmidt - che ha sottolineato come nel 2010 sia stata prodotta a livello mondiale una quantità di dati informatici a quella prodotta complessivamente dall’uomo negli ultimi 30.000 anni – e ad un studio che ha stimato intorno ai 39 euro il costo annuo necessario per archiviare il tracciamento GPS di un milione di persone, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.

Dati e stime che Belngino giudica stupefacenti e inimmaginabili solo fino a qualche anno fa, quando le capacità di memorizzazione e archiviazione informatica erano decisamente più limitate e i costi astronomici (“1 GB di spazio –scrive ad esempio in proposito – costava a metà anni ’80 circa 85.000 dollari”), e che se da un lato lasciano intuire grandi potenzialità in termini di innovazione e servizi avanzati, dall’altro pongono interrogativi che non possono essere assolutamente sottovalutati per ciò che concerne gli aspetti di monitoraggio, tracciamento e archiviazione informatica relativi al vissuto delle persone.

“Monitorare un’intera popolazione di circa 60 milioni di abitanti, l’Italia - si legge in proposito nelle seconda parte dell’articolo - comporterebbe una spesa, per lo spazio di archiviazione, di qualche migliaio di euro. Ed ormai tutti abbiamo in tasca un cellulare atto a geolocalizzarci.

Memorizzare il contenuto delle telefonate di una persona per un intero anno, ipotizzando una media di circa un’ora di conversazione al giorno, può occupare circa 3,3 GB di spazio: più o meno 13 centesimi. Il governo siriano di Bashar Al-Assad ha acquistato proprio da un’azienda italiana un sistema di captazione di tutte le comunicazioni elettroniche. Registrare le conversazioni di 14 milioni di persone, ovvero l’intera popolazione siriana di età superiore ai 14 anni, per un anno ha un costo di archiviazione stimabile in circa 2,5 milioni di dollari. Non molto per uno stato sovrano. Se poi l’andamento dei costi dovesse confermare il trend degli ultimi 30 anni, nel 2016 il costo sarebbe di circa 250.000 dollari e nel 2020 di 25.000.
In Cina la città di Chongqing possiede un network di 500.000 videocamere per 12 milioni di abitanti. Una videocamera ogni 24 residenti. Archiviare per un anno tutte le immagini comporta ad oggi un costo spropositato, ma riducendo la qualità delle immagini e supponendo una decrescita costante dei costi di archiviazione, è ipotizzabile nel 2020 di poter coprire la spesa con una micro tassa “per la sicurezza” di soli 20 centesimi di euro ad abitante. Sono certo che qualche sindaco del nord Italia un pensiero lo farebbe”.

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pubblicato il 2011/12/26 23:50:00 GMT+1 ultima modifica 2012-11-29T13:50:00+01:00

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